



A livello territoriale, la distribuzione dei fondi è così delineata: Piacenza: 513 milioni Parma: 835 milioni (di cui 77 all’Azienda Ospedaliero-Universitaria) Reggio Emilia: 886 milioni Modena: 1,259 miliardi (di cui 80 all’Azienda Ospedaliero-Universitaria) Bologna: 1,666 miliardi (di cui 119 all’Azienda Ospedaliero-Universitaria e 22 al Rizzoli) Imola: 232 milioni Ferrara: 705 milioni (di cui 57 all’Azienda Ospedaliero-Universitaria) Romagna: 1,988 miliardi Il piano regionale prevede: Rafforzamento dell’assistenza territoriale, in linea con il DM 77/2022 e con il PNRR (Case e Ospedali di Comunità). Attenzione alle fasce vulnerabili con percorsi personalizzati. Cure palliative e assistenza domiciliare più integrate. Sostegno alle donne nei percorsi nascita, IVG e contrasto alla violenza di genere. Telemedicina, con una nuova piattaforma attiva dal 2025. Riduzione delle liste d’attesa in specialistica e chirurgia programmata. Potenziamento dei Pronto soccorso e attivazione del numero 116117 per le cure non urgenti. Salute mentale e dipendenze, con una riorganizzazione della residenzialità. Prevenzione: sicurezza sul lavoro, campagne vaccinali, screening oncologici, lotta alle infezioni e all’antimicrobico-resistenza. Sanità pubblica “One Health”, che integra salute umana, animale e ambientale. Innovazione digitale, formazione continua e ricerca, per garantire sostenibilità ed efficienza. Le performance delle aziende saranno monitorate tramite 353 indicatori: il 30% della valutazione dei dirigenti sarà legato all’efficienza economica, il 70% alla garanzia dei LEA. Tutte le linee di programmazione, seppur condivisibili, non fanno i conti con l’Oste: la carenza di infermieri. La verità è semplice: senza infermieri non esiste sanità. Vuoi essere protagonista del cambiamento?
Il Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna potrà contare nel 2025 su 9,9 miliardi di euro, una cifra importante, destinata a finanziare sia le aziende sanitarie sia azioni mirate di programmazione regionale.
Alle Aziende sanitarie andranno 8,086 miliardi di euro, distribuiti per quota capitaria e per funzioni specifiche. I restanti 1,81 miliardi saranno gestiti dalla Regione per interventi vincolati (tra cui emergenza 118, non autosufficienza, trapianti, salute mentale) e per il finanziamento dei rinnovi contrattuali 2024-2025.
Il nodo irrisolto: senza infermieri non si fa sanità
Case di Comunità, telemedicina, assistenza domiciliare, riduzione delle liste d’attesa, rafforzamento dei Pronto soccorso: tutto resta sulla carta se non si investe sul personale infermieristico.
Se la Regione vuole davvero rendere attrattiva questa professione, deve puntare su un aumento significativo degli stipendi, introdurre benefit concreti su affitti, trasporti, buoni pasto e utenze, oltre a garantire condizioni di lavoro realmente sostenibili.
Contatta il Nursing Up Emilia-Romagna e candidati a diventare dirigente sindacale: insieme possiamo costruire una sanità che non si regge solo su piani e numeri, ma sul valore e sulla dignità degli infermieri e di tutti i professionisti della sanità.

















