Nel panorama sanitario italiano del 2024, emergono tre ospedali di rilievo, ciascuno distinto per prestazioni d’eccellenza in aree fondamentali. La classifica stilata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha assegnato i primi posti a strutture che si distinguono per la qualità delle cure e l’efficienza dei servizi. Sul podio troviamo l’Ospedale Careggi di Firenze, seguito dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche di Ancona e dall’Humanitas di Rozzano. Careggi: L'Eccellenza in Ogni Area Monitorata L’Ospedale Careggi di Firenze si aggiudica il primo posto per la qualità dei servizi sanitari in Italia, confermando la sua leadership in tutte le otto aree cliniche monitorate, tra cui la sopravvivenza post-operatoria e l’efficienza nelle emergenze. Questo risultato è frutto di investimenti mirati e di un approccio integrato che valorizza il personale e le risorse tecnologiche. Ancona e Humanitas: Un Primato Condiviso tra Pubblico e Privato Al secondo posto, troviamo l’Azienda Ospedaliera delle Marche di Ancona, già eccellente l’anno scorso, ma che quest’anno ha migliorato ulteriormente la performance in sette delle otto aree chiave. Al terzo posto si posiziona l’Humanitas di Rozzano, che per il terzo anno consecutivo si conferma come ospedale privato di riferimento. Otto aree su quelle monitorate mostrano livelli altissimi, a testimonianza di un impegno costante della struttura nel fornire assistenza sanitaria avanzata. Nel Confronto Internazionale: Dove si Posiziona l’Italia? La classifica vede ospedali italiani posizionarsi più indietro. Il Policlinico Gemelli di Roma è il primo a comparire, ma solo al 35° posto, seguito dal Niguarda di Milano al 52°. La classifica è dominata da strutture statunitensi, canadesi ed europee, con la Mayo Clinic di Rochester, la Cleveland Clinic e il Toronto General in testa. Questo divario pone in evidenza il percorso necessario per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano verso un ripristino delle eccellenze che un tempo caratterizzavano la sanità italiana. I Limiti del SSN Decentralizzato: Crescita della Dirigenza e Carenza di Personale. Dalla decentralizzazione e il passaggio della gestione alle regioni, il SSN ha visto un drastico calo del personale sanitario disponibile, un peggioramento degli ambienti di lavoro e una crescita preoccupante del numero di dirigenti. Questo modello, che assomiglia a una nave con troppi capitani e pochi rematori, sta compromettendo la qualità delle cure e la fiducia dei cittadini in un sistema che un tempo era un esempio di efficienza. Riconquistare una posizione di spicco nella sanità internazionale richiede un cambiamento strutturale: dalla riduzione dei livelli dirigenziali all’aumento delle risorse umane e al miglioramento delle condizioni lavorative per il personale sanitario. Mentre i migliori ospedali italiani continuano a mantenere l’eccellenza, il sistema nel suo complesso ha ancora molta strada da fare per riguadagnare l’invidiabile reputazione che aveva in passato. Nursing Up Emilia Romagna invita i colleghi a unirsi e a dare forza a un unico sindacato: l’unico sindacato di categoria che sciopererà per salvare il SSN. L’alternativa? Continuare a lamentarsi e accettare ridicoli aumenti contrattuali. Solo con il 51% in mano a infermieri e ostetriche potremo cambiare la sanità, per noi, per i professionisti tutti e per i cittadini. Vincenzo Parisi






