




In un momento storico in cui la professione infermieristica vive la più grave crisi di attrattività e di riconoscimento della sua dignità, il Nursing Up ribadisce con forza la sua posizione: noi ci siamo opposti da subito all’introduzione dell’assistente infermiere, quando ancora le altre sigle sindacali tacevano. Lo abbiamo fatto nelle piazze, ai tavoli istituzionali, nelle prime fasi della trattativa contrattuale. Lo facciamo oggi, con ancora più determinazione, dopo la firma del CCNL, arrivando perfino a portare la battaglia in Tribunale davanti al TAR contro Governo e Regioni. Il 21 settembre si aprirà la prima udienza del nostro ricorso al TAR. I nostri OSS sono già preparati e competenti: basterebbe assumere più OSS, infermieri e ostetriche, con stipendi adeguati, e il sistema funzionerebbe. Con le giuste condizioni, perfino gli infermieri italiani all’estero rientrerebbero. Mentre Governo e Regioni inventano figure ibride, la realtà è sotto gli occhi di tutti: Mancano 175mila infermieri secondo gli standard europei; Le immatricolazioni a Infermieristica sono crollate: dai 46mila del 2010 siamo oggi poco sopra i 21mila; Dei 20.699 posti banditi per il 2025, soltanto circa 10.300 studenti arriveranno alla laurea. Senza stipendi dignitosi, prospettive di carriera e riconoscimento professionale, i giovani non scelgono più di diventare infermieri. E la politica, invece di affrontare questa realtà, preferisce palliativi, il fumo negli occhi di soluzioni improvvisate. L’assistente infermiere non è un aiuto: è un inganno. Ad oggi, il Nursing Up è l’unico sindacato ad aver scelto di opporsi fino in fondo, senza compromessi, arrivando in tribunale. La voce unica di chi non si arrende. Non ci siamo mai piegati al silenzio, non abbiamo mai abbassato la testa. Come ha dichiarato il nostro presidente Antonio De Palma: Noi del Nursing Up Emilia-Romagna, insieme a tutta la struttura nazionale, continueremo questa battaglia dentro e fuori dalle aule dei tribunali, al fianco di infermieri, ostetriche e OSS che credono in una sanità sicura, giusta e fondata sul valore delle competenze. Perché mentre altri hanno scelto il silenzio, noi abbiamo scelto la difesa dei professionisti e dei cittadini. La Segreteria Nursing Up Emilia Romagna
Abbiamo scelto la strada giudiziaria perché crediamo che l’introduzione dell’assistente infermiere sia una scelta sbagliata, dannosa e pericolosa. Non difendiamo solo infermieri, ostetriche e OSS, ma difendiamo l’intero Servizio Sanitario Nazionale, oggi minacciato da logiche di risparmio che producono soltanto confusione e rischi per i cittadini.L’assistente infermiere è una figura fragile e ambigua, “né carne né pesce”, priva della formazione universitaria, di esperienza storica e delle competenze necessarie per assumere responsabilità assistenziali.
Non rappresenta una soluzione alla carenza di personale, ma solo uno spreco di denaro pubblico.
Abbassa la qualità dell’assistenza, svaluta la professione e rischia di compromettere la sicurezza dei pazienti.
È la dimostrazione di una sanità che non sa più programmare il futuro e che scarica i costi sulla pelle dei cittadini e dei professionisti.
Siamo qui per ribadire che difendere la professione significa difendere la qualità delle cure e la salute dei cittadini.«Non permetteremo che logiche di risparmio scarichino rischi e responsabilità su pazienti e professionisti. Governo e Regioni dovranno rispondere davanti alla magistratura di una scelta che rappresenta l’emblema di una sanità allo sbando».




















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