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Con l’iscrizione a Nursing Up hai molto più di una tessera sindacale. Hai una tutela completa, servizi dedicati e una copertura pensata per accompagnarti nella vita professionale, con trasparenza, documentazione chiara e ricevute sempre disponibili. Tutto compreso nel costo ordinario dell’iscrizione sindacale. Perché la tua sicurezza professionale viene prima di tutto.

 

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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Mobilita' negate. Proposta Nursing UP nei tavoli che contano.

2025-05-21 07:05

Vincenzo

infermieri, mobilita, negata, operatori-sanitari, carenza-personale,

Mobilita' negate. Proposta Nursing UP nei tavoli che contano.

Assurdo, che aziende si privano della possibilità di usufruire dell’esperienza dei vari professionisti sanitari, accumulata da anni e anni, attraverso le var

Nel 2020, il sindacato di categoria, il Nursing Up, lancio’ l’allarme per la carenza di infermieri su tutto il territorio nazionale (50.000 unita’ in meno), in particolare Campania (10-12.000 unita’ in meno), Lombardia (5000 unita’) e Piemonte (3500 unita’).

Numeri che poi hanno impedito di vincere la guerra contro il covid, nel breve periodo. Senza soldati come la vinci la guerra? Con i conduttori televisivi?

Ad un anno dalla segnalazione, in Campania, mancano ancora 7000 infermieri.

Sotto accusa non e’ solo la disorganizzazione, la mancanza di volonta’, delle varie aziende o regioni... ma anche la mancata attivazione di procedure generalizzate di mobilità.

Assurdo, che aziende si privano della possibilità di usufruire dell’esperienza dei vari professionisti sanitari, accumulata da anni e anni, attraverso le varie realta’.

Questo, ma e’ opinione dello scrivente, la dirigenza italiana non ha ancora appreso l’importanza della figura degli operatori sanitari, per loro esistono solo i medici, i dirigenti, gli amministrativi, in barba a quelle evidenze internazionali di altissimo livello che esempio dicono:

Piu’ infermieri significa meno morti, meno infezioni, meno lesioni da pressione e di conseguenza meno spesa pubblica per milioni di euro anno. Se non capiscono questo, politici e dirigenti italiani, non possiamo fare altro che stendere un velo pietoso e cercare di informare la popolazione, i colleghi, ignari di tutto.

Il Nursing Up, a livello nazionale sta esercitando una forte pressione, ai tavoli che contano, proponendo all’ARAN, come integrazione contrattuale, una nuova norma che consenta di sbloccare finalmente le mobilità degli operatori sanitari, oggi schiavi delle aziende sanitarie.

Occorre una nuova regolamentazione per il rilascio dei nulla osta in uscita: migliaia di infermieri, potrebbero finalmente tornare a casa.

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Ricordiamo che e' in corso la contrattazione per il nuovo CCNL sanita'. Nursing Up ha chiesto nei tavoli che contano, oltre alla mobilita’ libera anche:

- Una contrattazione autonoma con fondi dedicati

- Un aumento dello stipendio base di 500 euro in piu’ (sembra molto ma non lo e’. sono decenni che non riceviamo un aumento in proporzione al costo della vita, in proporzione a rischi e responsabilita’).

- La revisione completa delle indennità contrattuali

-La categoria ES per gli specialisti, con incarichi strutturati nei ruoli organici delle aziende

-La categoria F per i coordinatori e con previsione di competenze sovraordinate

- Indennità di esclusività

-L’introduzione, regolamentazione e retribuzione dell’Istituto delle Consulenze

-Le progressioni di carriera per le funzioni esperte, con incarichi strutturati nei ruoli organici delle aziende ed indennità professionale specifica non riassorbibile

-La revisione delle indennità e dell’ordinamento degli incarichi organizzativi delineati dal Ccnl 23 maggio 2018

-Il riconoscimento della competenza acquisita sul campo dagli infermieri e dagli altri professionisti ex legge 42/1999 con le seguenti modalità alternative: Il diritto di ogni professionista, dopo il quinto anno di servizio senza demerito, di ottenere un tributo alla particolare competenza acquisita, attraverso una indennità di competenza professionale specifica, di tipo fisso e ricorrente, integrata annualmente in sede di contrattazione decentrato il riconoscimento, analogamente a quanto già accade per i medici, di una indennità di specificità sanitaria pari ad € 400 mensili, strumento attraverso il quale si dà atto e si valorizzano le profonde differenze delle professioni sanitarie rispetto agli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione

-Il riconoscimento contrattuale dei professionisti che si occupano di formazione, sia nel comparto, sia come dirigenti, con riconoscimento contrattuale e stabilizzazione di coloro che si trovano da anni assegnati presso le Università con ruoli di didattica, tutoraggio e direzione.

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