




Come ormai ci hanno abituati, dopo i pomposi e sontuosi annunci arrivano puntualmente le beffe. La libera professione, promessa, annunciata e sbandierata come simbolo di modernità e di rispetto verso tutte le professioni sanitarie, rimane un privilegio riservato ai medici e a poche altre categorie. Dopo aver concesso – a pochissimi fortunati – la possibilità di esercitare in libera professione fino a dicembre 2025, la proroga fino al 2027 è sparita nel nulla. «Nella manovra per l’anno nuovo – spiega il Presidente del Nursing Up, Dott. Antonio De Palma – non c’è traccia dell’annunciata norma relativa all’articolo 70-bis, che avrebbe dovuto avviare la sperimentazione dell’attività libero-professionale intramuraria per le professioni sanitarie non mediche. Lo abbiamo denunciato più volte: le regole attuali impongono vincoli aziendali sproporzionati, e in Italia pochissimi professionisti non medici hanno realmente potuto usufruirne.» Il vero problema, continua De Palma, «è rappresentato dal comma 2 del decreto-legge 127/2021, che pone condizioni stringenti per l’autorizzazione all’attività esterna. Anche i colleghi perfettamente in regola con la documentazione si vedono spesso respingere le richieste con motivazioni organizzative o meramente burocratiche. E mentre si parla di “6mila assunzioni” come panacea di tutti i mali, la realtà è che mancano 175mila infermieri per raggiungere gli standard europei. Nel frattempo, gli infermieri si trovano a fare i conti con aumenti irrisori: 40 euro netti al mese, mentre l’indennità di 1.630 euro lordi si traduce in appena 88-90 euro netti, e solo grazie a fondi già previsti nella manovra precedente. «Chiediamo da giorni un confronto serio – sottolinea ancora De Palma – ma il Ministro non ci ha mai convocato. Mentre si cancellano strumenti utili ai professionisti italiani, si continua a parlare di reclutamenti dall’India, dal Sud America, dall’Uzbekistan, e perfino di nuove figure ibride come l’“assistente infermiere”, di cui nessuno conosce ancora competenze o limiti normativi. Il risultato è un Servizio Sanitario Nazionale sempre più malato, in cui i professionisti formati in Italia vengono umiliati e sostituiti da figure non regolamentate. «Latte e miele per tutti – conclude amaramente il nostro Presidente De Palma – mentre il SSN peggiora e chi lo tiene in piedi ogni giorno viene dimenticato.»
Ancora una volta il Governo dimostra che tra le parole e i fatti c’è un abisso.
Gli infermieri, invece, continuano a essere esclusi.
Un’ennesima illusione, un’ennesima promessa svanita.De Palma: “Il SSN è come un malato grave, ma il Governo si ostina ad imboccarlo con latte e miele”
Le priorità aziendali vengono usate come scudo per non concedere nulla. Così si scoraggia ogni iniziativa e si nega ogni prospettiva concreta.»Assunzioni annunciate, ma la realtà è un’altra
E i 50mila infermieri di famiglia previsti entro il 2026?
Dove li troveremo? E anche quei 6mila annunciati, dove sono?Professionisti ignorati, SSN sempre più fragile
Evidentemente non serve ascoltare le rappresentanze delle professioni sanitarie non mediche prima di portare la Manovra in Consiglio dei Ministri.
Siamo stati esclusi. Come se i professionisti non esistessero.»
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