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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Infermieri e OSS dicono no all'assistente infermiere. Basta sprechi

2025-08-30 08:02

Vincenzo

Politica, protesta, fnopi, osss, assistente-infermiere, spreco-denaro-pubblico,

Infermieri e OSS dicono no all'assistente infermiere. Basta sprechi

Assistiamo a un fallimento regionale...

L’Italia è tristemente riconosciuta come una delle nazioni che spreca più denaro pubblico. 

Ricordiamo con nostalgia il Sistema Sanitario Nazionale centralizzato, un tempo nostro fiore all’occhiello e invidiato a livello globale, oggi purtroppo al collasso. Un SSN che, allora, contava tanto personale operativo e pochi dirigenti. Oggi, invece, assistiamo a un fallimento regionale: sono aumentati solo i dirigenti, con la loro burocrazia e i loro stipendi gonfiati da premi di produttività. Premi e stipendi inimmaginabili per un operatore sanitario che lavora duramente ogni giorno. 

In questo contesto, l’introduzione di una nuova figura professionale, l'assistente infermiere, con competenze già coperte, rappresenta un ulteriore spreco di risorse pubbliche. Mentre infermieri, ostetriche e operatori socio-sanitari si sacrificano quotidianamente, affrontando carichi di lavoro insostenibili e stipendi inadeguati, la politica sembra più interessata a creare nuove burocrazie che a rafforzare il personale esistente.

È inaccettabile che, in una situazione di grave carenza di personale sanitario, si continui a investire in progetti inutili e a creare nuove figure professionali superflue. Questa scelta non solo non risolve i problemi del nostro sistema sanitario, ma li aggrava, esponendo i cittadini a rischi maggiori e generando confusione nei ruoli e nelle responsabilità.

La soluzione è semplice e chiara: aumentare il numero di infermieri, OSS e OSSS, figure già altamente formate, competenti ed esperte.

Dove trovare le risorse? Basterebbe recuperare gli enormi fondi sprecati in opere inutili, nelle inefficienze della politica e della dirigenza, nella corruzione, nella malavita, nelle guerre e persino nel PNRR. Ci sono multinazionali e grandi imprenditori che, pur guadagnando milioni in Italia, pagano meno tasse di un dipendente pubblico.

Chiediamo con forza alla politica di:

  • Aumentare il numero di infermieri, ostetriche e operatori socio-sanitari

  • Valorizzare le professioni sanitarie, aumentando gli stipendi, migliorando le condizioni di lavoro e riconoscendo il ruolo fondamentale di questi professionisti

  • Smettere di creare nuove figure professionali inutili che aumentano la burocrazia e disperdono risorse economiche

  • Riconoscere la professione usurante per infermieri e ostetriche

  • Introdurre un’indennità di esclusività, come avviene per i medici

  • Rendere le mobilità del personale più flessibili

  • Sostenere economicamente gli studenti fuori sede

  • Introdurre un contratto unico nazionale per tutte le professioni sanitarie

Siamo preoccupati dalle voci di infermieri e OSS pronti a dimettersi in massa e ad organizzarsi per protestare e scendere in piazza. Un’escalation di questo tipo potrebbe coinvolgere anche professionisti di altri settori, come insegnanti e trasportatori.

Esortiamo la politica a non sottovalutare l’intelligenza e la dedizione di questi professionisti, che fino ad oggi hanno sopportato l’impossibile per amore della loro professione e del cittadino. Tuttavia, la tensione sta crescendo e non potrà essere contenuta ancora a lungo.

Infermieri, ostetriche, OSS e OSSS dicono NO all’ennesimo spreco di denaro pubblico. Chiediamo di utilizzare queste risorse per aumentare gli stipendi e rendere attrattive le professioni che oggi mantengono in piedi il nostro sistema sanitario.

Chiediamo alla politica di ascoltare la nostra voce e di prendere provvedimenti urgenti per salvare il Sistema Sanitario Nazionale.

Cordiali saluti,

Infermiere, Vincenzo Parisi (lascia un messaggio WhatsApp 3401210916)


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