

Roma, 2 dicembre 2025 — C’è un vento di inquietudine che attraversa gli ospedali italiani, un clima che noi infermieri viviamo sulla nostra pelle ogni giorno. È da questa realtà che parte la nostra presa di posizione come Nursing Up Emilia Romagna, convinti più che mai che sia il momento di parlare con chiarezza. Le linee guida approvate dalle Regioni lo scorso 27 novembre, relative alla nuova figura dell’assistente infermiere prevista dal DPCM 28 febbraio 2025, non sono ancora state rese disponibili. Ma per noi è già evidente che il principio alla base di questo progetto rappresenti un pericolo per il sistema sanitario, oltre che un’offesa alla nostra professione. Il nostro Presidente Antonio De Palma, che ha già presentato ricorso al TAR contro l’accordo Governo–Regioni, esprime perfettamente ciò che anche noi sentiamo: Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di risolvere una drammatica carenza di personale qualificato creando una figura intermedia che rischia di diventare un semplice tappabuchi. Sappiamo cosa significa lavorare con turni massacranti, carichi insostenibili e responsabilità crescenti. L’introduzione dell’assistente infermiere rischia di rendere tutto ancora più confuso e pericoloso. Il messaggio del Presidente è anche il nostro messaggio: Per noi del Nursing Up questa non è solo una battaglia sindacale: è una battaglia culturale, professionale, etica. E non abbiamo alcuna intenzione di fermarci: L’emergenza è chiara: mancano gli infermieri. Il fronte è aperto. E noi non arretreremo. Segreteria Nursing Up Emilia RomagnaIl Presidente De Palma: «Così si scaricano sugli infermieri criticità irrisolte. Difenderemo la professione in ogni sede»
«È una scelta affrettata, che scarica sugli infermieri criticità irrisolte».
E noi, come Segreteria Nursing Up Emilia Romagna, lo diciamo con forza: ha pienamente ragione.
Temiamo, e lo diciamo con fermezza, che si voglia colmare una voragine professionale affidando mansioni di base a personale privo di tutele e responsabilità chiare, con un impatto devastante sulla qualità delle cure e sulla sicurezza dei pazienti.
«Così si crea solo confusione nei reparti. Non è questa la strada per migliorare l’assistenza. È un errore in origine».
E noi aggiungiamo: un errore che non può e non deve passare sotto silenzio.
Una battaglia per difendere la dignità della nostra professione, di chi ogni giorno regge un sistema sanitario sempre più fragile con competenza, responsabilità e sacrificio.
«Continueremo la nostra battaglia in Tribunale per difendere la professione e la qualità dell’assistenza», ha dichiarato De Palma.
E noi, come Segreteria Emilia Romagna, saremo al suo fianco in ogni passo.
La soluzione non può essere la creazione di figure ibride, ma rendere la professione attrattiva, riconosciuta, valorizzata.











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