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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

"Crisi globale del lavoro: gli infermieri italiani fanalino di coda"

2025-08-30 08:04

Vincenzo

Politica, sondaggi, gallup, lavoratori, situazione, critica, economia, 9-trilioni,

"Crisi globale del lavoro: gli infermieri italiani fanalino di coda"

Italia tra le ultime nel mondo...Gallup

Il “State of Global Workplace Report 2024” di Gallup, una delle società di analisi e consulenza più autorevoli del mondo, presenta una visione inquietante dello stato attuale del lavoro a livello mondiale.

Secondo il report, solo il 23% dei dipendenti a livello mondiale si sente realmente coinvolto nel proprio lavoro, un dato che sale al 33% negli Stati Uniti e in Canada, ma crolla all'8% in Italia. Una perdita economica globale di 9000 miliardi di dollari.

Il report Gallup 2024 lancia un chiaro allarme: se non si interviene prontamente, si potrebbero avere conseguenze devastanti per l'intera economia globale e la salute mentale dei lavoratori.

Il report pone l'accento su una realtà italiana particolarmente critica: il 41% dei lavoratori italiani è alla ricerca di un nuovo lavoro, secondi solo all'Albania. Il 46% degli italiani si dichiara stressato, il 25% afferma di provare quotidianamente tristezza. L’11% prova sentimenti di rabbia.

Tra i principali fattori di insoddisfazione: scarsa fiducia nella leadership (il 75% dei lavoratori non ha fiducia), limitate opportunità di crescita e un deterioramento del benessere psicologico. 

Secondo un sondaggio del Nursing Up Emilia Romagna sul personale sanitario, solo l'8% degli intervenuti afferma di lavorare in un ambiente non tossico. Il 99% non è soddisfatto dello stipendio.

Per affrontare questi problemi, Gallup suggerisce una serie di interventi: valorizzare i dipendenti, creare una leadership gentile, promuovere il benessere sul posto di lavoro. Questi interventi darebbero soddisfazioni ai lavoraroti e un impatto positivo sulla produttività e sull'innovazione.

L'Italia, rispetto ai Paesi nordici e alla Germania, presenta un abisso in tutti gli indicatori del benessere lavorativo. La situazione è particolarmente critica per gli infermieri, che affrontano alti livelli di stress e insoddisfazione, infortuni, con opportunità di crescita e retribuzione inferiori alla media europea e mondiale.

Secondo un altro recente studio di Remote, “l’European work-life balance 2023”, l'Italia è all’ultimo posto in Europa per quanto riguarda l'equilibrio vita-lavoro (ore di lavoro, ferie, stipendio, welfare-state, salario minimo, etc).

Meglio dell’Italia: Grecia, Portogallo, Spagna, Estonia, Slovenia, Lettonia, Croazia, Serbia, Bielorussia, Repubblica Ceca, Polonia e tutti i Paesi europei, a esclusione di Ungheria, Slovaccia e Romania, superati per un pelo, ma nella pratica sono nello stesso pozzo di inefficienza.

Questo report evidenzia le gravi carenze delle politiche italiane in materia di lavoro e benessere dei cittadini, con conseguenze negative sia sulla salute mentale che fisica dei lavoratori.

1 italiano su 3 ha dichiarato che il lavoro influenza negativamente la vita privata.

Un quadro desolante: salario minimo assente, ore di lavoro eccessive, stress diffuso, ambienti lavorativi definiti tossici, stipendi ultimi nella media OCSE rispetto a rischi, responsabilità, inflazione e caro vita. Ad esclusione di politici e dirigenti pubblici, che sono messi molto bene nella media OCSE.

C'è una sola strada da percorrere: unirci sotto un unico sindacato di categoria, dandogli il almeno il 51% dei consensi e riuscire così a richiedere con forza uno stipendio nella media OCSE, l’indennità di esclusività, mobilità libere, professione usurante e contratto unico nazionale (che non ci siano più colleghi di serie A o B).

I sindacati storici, quelli che ancora oggi detengono la maggioranza, hanno avuto decenni per fare la differenza, ma i risultati non sono stati all'altezza delle aspettative. Le modifiche all'Articolo 18 e il crollo del potere d'acquisto sono solo alcuni degli insuccessi che ci hanno lasciato un amaro in bocca. Ora basta. È il momento di cambiare, e il cambiamento richiede il tuo coinvolgimento.

Non possiamo più aspettare. Il futuro della sanità italiana dipende da noi. Unisciti al Nursing Up oggi e contribuisci a trasformare la nostra professione. Il cambiamento inizia ora, con te."

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