



Nei giorni scorsi i giornali hanno celebrato con entusiasmo lo storico intervento al Policlinico di Modena: il primo trapianto in Europa di fegato da donatore vivente eseguito interamente con tecnica robotica, un risultato straordinario che conferma l’eccellenza della trapiantologia italiana. Si è parlato di professori, di direttori generali, di assessori e presidenti di Regione. Si sono citati robot di ultima generazione, innovazione tecnologica, prestigio internazionale. Tutto vero, tutto meritato. Ma come accade quasi sempre, in queste conferenze stampa e nei comunicati ufficiali, un pezzo fondamentale del puzzle è stato dimenticato: gli infermieri. Eppure, senza di loro, nessun intervento chirurgico sarebbe possibile. Nessun trapianto, nessuna sala operatoria funzionerebbe. Sono gli infermieri a preparare il paziente, a monitorarlo costantemente prima, durante e dopo l’intervento in collaborazione con i nostri OSS. Sono loro che gestiscono l’assistenza, la sicurezza, la cura quotidiana, quella che permette al paziente non solo di sopravvivere, ma di guarire. Eppure nel silenzio continuano ad andare avanti, sottopagati e sfruttati, dimenticati ogni volta che si raccontano i grandi successi della sanità. È un po’ come in una squadra di calcio: i difensori e i centrocampisti fanno un lavoro immenso, sudano, corrono, recuperano palloni e costruiscono azioni. Ma alla fine sotto i riflettori finisce solo l’attaccante che segna solamente grazie al lavoro della squadra. Durante il Covid si sprecavano applausi e parole di gratitudine, perché in prima linea ci andavano proprio loro, gli infermieri, quando nessun altro voleva o poteva. Oggi, passata l’emergenza, quelle stesse parole si sono spente e gli infermieri, gli oss, sono tornati a essere invisibili. Noi non chiediamo belle frasi da spendere in conferenza stampa. Chiediamo riconoscimenti concreti: stipendi dignitosi, carriere adeguate, condizioni di lavoro sostenibili. Chiediamo attenzione, perché la fuga di personale è già iniziata e presto rischiamo di vedere chiudere intere sale operatorie per mancanza di infermieri. Dietro ogni innovazione, ogni record, ogni traguardo, ci sono sempre loro: gli infermieri, la spina dorsale della sanità italiana. Non dimentichiamolo più. La Segreteria Nursing Up Emilia Romagna
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