Il Nursing Up Emilia Romagna lancia un grido d’allarme: quasi 195 milioni di euro di deficit nei bilanci regionali non sono solo numeri su un foglio. Sono il sintomo chiaro di un sistema sanitario che rischia il collasso se non si interviene subito con investimenti mirati e strutturali. La richiesta è netta: servono più risorse dallo Stato. Perché la sostenibilità del nostro servizio sanitario non è garantita, né oggi né domani. Le cause dell’aumento della spesa sono evidenti: l’invecchiamento della popolazione, l’accesso crescente alle cure, la mobilità sanitaria da altre regioni. Ecco dove vanno i soldi: Personale sanitario: 3,589 miliardi di euro (+2,48% rispetto al 2023) Farmaci ospedalieri: 1,372 miliardi di euro (+9,24%) Dispositivi medici: 698 milioni di euro (+7,62%) Medicina di base: 566,6 milioni di euro (+4,4%) Prestazioni da privato accreditato: 13,3 milioni di euro (+5,5%) Nel recente incontro con il Governatore Michele De Pascale e l’Assessore alla Sanità Massimo Fabi, il Nursing Up Emilia Romagna – unico sindacato infermieristico presente – ha portato la voce della categoria. E lo ha fatto con coraggio, lucidità e determinazione. Abbiamo trovato una Regione accogliente, finalmente pronta all’ascolto. Un confronto costruttivo e diverso dal solito, che potrebbe segnare una svolta. Abbiamo percepito una reale volontà politica di cambiare rotta, di costruire – insieme – soluzioni concrete per un sistema che non può più reggere il peso delle sue contraddizioni. Troppi licenziamenti volontari Una fuga silenziosa dalla professione Un lavoro sempre meno attrattivo Un welfare assente Ma soprattutto, un clima in corsia spesso tossico e svilente Abbiamo chiesto a gran voce che le aziende smettano di umiliare chi ogni giorno tiene in piedi la sanità pubblica con turni massacranti e stipendi inadeguati. Basta vessazioni, basta minacce velate, basta silenzi pieni di disprezzo. Abbiamo apprezzato l’apertura del Governatore sulla volontà di aumentare le retribuzioni, ma lo abbiamo avvertito: distribuire bonus a pioggia è inutile e dannoso. Serve premiare chi sceglie di restare nel pubblico, chi combatte ogni giorno nelle corsie, negli ambulatori, sul territorio, nei PS e che non si arrende ma va avanti tra mille difficoltà. Altrimenti la sanità pubblica perderà la sua linfa vitale: i professionisti sanitari. Tra le note positive, abbiamo accolto con entusiasmo l’intenzione di rafforzare i percorsi BRO per le ostetriche: una buona pratica che finalmente riconosce il loro valore e ruolo centrale. Ma a questo riconoscimento professionale deve seguire quello economico. Altro punto essenziale: i premi ai dirigenti devono riflettere la realtà dei reparti. Abbiamo proposto che nei criteri di valutazione rientrino indicatori veri: come il tasso di licenziamenti, soprattutto tra i giovani e i veterani. Perché se si scappa, un motivo c’è. E chi guida non può far finta di nulla. Abbiamo chiesto con decisione un vero piano di welfare aziendale: Affitti calmierati per i sanitari Agevolazioni sui trasporti Servizi per le famiglie Convenzioni utili nella vita quotidiana Misure che motivano, fidelizzano, fanno la differenza. E non sono un lusso: sono una necessità. Noi del Nursing Up Emilia Romagna non possiamo più ignorare che oggi, per troppi, lavorarci è diventato impossibile. La sensazione che ci portiamo a casa è chiara: qualcosa sta cambiando. La Regione ha mostrato un’apertura nuova, concreta, lucida. Noi siamo pronti a collaborare, ma non smetteremo mai di vigilare. Continueremo ad aggiornarvi con trasparenza, responsabilità e passione. Questo è solo il primo passo. Ma camminare insieme è ciò che può, davvero, cambiare tutto. Segreteria Nursing Up Emilia Romagna
Un confronto che accende una speranza
Abbiamo detto la verità, senza filtri:
Valorizzare davvero le professioni
Indicatori reali, non premi fittizi
Welfare aziendale: ora o mai più
Crediamo nel Servizio Sanitario Nazionale. Ma così non si può andare avanti
















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