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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Proposte per gli infermieri. Italia tra gli ultimi nella media Ocse.

2021-03-10 17:43

Vincenzo

INFERMIERI EROI, covid-infermieri-stipendi-ocse-riconoscimento-mobilita-antibioticoresistenza,

Proposte per gli infermieri. Italia tra gli ultimi nella media Ocse.

La gestione infermieristica passa da 10 a 6 pazienti la mortalità si riduce al 20%.

Molti studi internazionali confermano, quello che sembra ovvio, che  un infermiere felice, messo in condizioni mentali e fisiche di fare bene il proprio lavoro, potrebbe non solo far risparmiare milioni di euro ma diminuire di molto infezioni e morti ospedaliere (Studio Lancet). 

In uno studio i ricercatori della Pennsylvania ha stimato che se i tassi di 'burnout' degli infermieri fossero ridotti del 10% si potrebbero prevenire circa 4.160 contagi ospedalieri ogni anno, risparmiando 41 milioni di dollari in costi del servizio sanitario.

Secondo un altro studio realizzato in Gran Bretagna, non fa che confermare altri studi, quando la gestione infermieristica passa da 10 a 6 pazienti la mortalità si riduce al 20%. 

Non solo l’infermiere è vitale per la lotta al Covid-19, ma anche all’antibiotico resistenza, alle piaghe da decubito, prevenzione delle urgenze, riduce la mortalità, etc.

Chi lavora in ambienti ospedalieri, anche se non ve lo diranno mai in tv, salvano più vite gli infermieri con la prevenzione nei reparti, ogni singolo minuto, che chiunque altro al mondo.

L’infermiere, in un paese civile e all’avanguardia, dovrebbe trovarsi al centro di qualsiasi finanziaria, e non solo per la sanità ma anche nelle scuole, nei luoghi pubblici.

Non è un caso se nella media OCSE degli stipendi l’Italia risulta tra i paesi ultimi.

(Francia (34.204€) , Spagna (35.489€), Germania 41mila euro, Irlanda 50mila euro, Belgio 53.297€,

Lo stipendio migliore, però, lo percepiscono gli infermieri del Lussemburgo dove al lordo delle tasse per questi è prevista una retribuzione di 83.274€ l’anno.

In Italia? Ditecelo voi.

Un dato preoccupante che emerge è la volontà di cambiare lavoro appena possibile. Il 36% degli infermieri italiani lascerebbero subito il paese.   

Proposta del Nursing Up che oltre ad un contratto fuori dal comparto, chiede: 

  1. Il passaggio alla categoria E per tutti gli infermieri e per i professionisti sanitari afferenti ai profili sanitari ex legge 42/1999
  2. La libera professione
  3. Le indennità di esclusività
  4. L’introduzione, regolamentazione e retribuzione dell’Istituto delle Consulenze
  5. Le progressioni di carriera per le funzioni esperte, con incarichi strutturati nei ruoli organici delle aziende ed indennità professionale specifica non riassorbibile
  6. La categoria ES per gli specialisti, con incarichi strutturati nei ruoli organici delle aziende
  7. La categoria F per i coordinatori e con previsione di competenze sovraordinate
  8. La revisione delle indennità e dell’ordinamento degli incarichi organizzativi delineati dal Ccnl 23 maggio 2018
  9. Il riconoscimento della competenza acquisita sul campo dagli infermieri e dagli altri professionisti ex legge 42/1999 con le seguenti modalità alternative: – Il diritto di ogni professionista, dopo il quinto anno di servizio senza demerito, di ottenere un tributo alla particolare competenza acquisita, attraverso una indennità di competenza professionale specifica, di tipo fisso e ricorrente, integrata annualmente in sede di contrattazione decentrata– Il riconoscimento, analogamente a quanto già accade per i medici, di una indennità di specificità sanitaria pari ad € 400 mensili, strumento attraverso il quale si dà atto e si valorizzano le profonde differenze delle professioni sanitarie rispetto agli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione
  10. La revisione completa delle indennità contrattuali delle professioni sanitarie oggi esistenti, che sono ferme al secolo scorso (ad es. l’indennità notturna viene pagata € 2,74 lorde l’ora), con omogeneizzazione rispetto al trattamento economico dei dirigenti sanitari
  11. Equiparare gli infermieri del privato con quelli del pubblico, con un contratto unico.
  12. Il riconoscimento contrattuale dei professionisti che si occupano di formazione, sia nel comparto, sia come dirigenti, con riconoscimento contrattuale e stabilizzazione di coloro che si trovano da anni assegnati presso le Università con ruoli di didattica, tutoraggio e direzione.

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