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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Legge di Bilancio 2026: luci e ombre per i sanitari

2025-10-20 09:11

Vincenzo

Fuga del personale, professionisti, nursing-up, sanita, sanitari, legge-bilancio-2026,

Legge di Bilancio 2026: luci e ombre per i sanitari

Cosa dice la Legge di Bilancio 2026?

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La bozza della Legge di Bilancio 2026 promette un rilancio della sanità pubblica: più risorse al Fondo Sanitario Nazionale, aumenti in busta paga, nuove assunzioni e qualche sgravio fiscale. Ma per chi lavora ogni giorno nei reparti, nei pronto soccorso, nelle RSA e nei servizi territoriali, la domanda resta la stessa:

Quanto di tutto questo finirà davvero nelle tasche degli infermieri? E soprattutto: basterà a fermare la fuga verso l’estero?

Ecco i numeri dietro gli annunci:

Secondo le stime, sono stati stanziati circa 338 milioni di euro per medici, infermieri e altre professioni sanitarie. Ma se si guarda più da vicino:

  • Aumenti medi per gli infermieri: circa 1.630 euro lordi annui, che si traducono in 60–100 euro netti al mese. Un piccolo sollievo, ma non una svolta.

  • Taglio IRPEF: riduzione dal 35% al 33% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Peccato che la maggior parte degli infermieri non supera i 26.800 euro. Quindi, niente vantaggio.

  • Assunzioni: si parla di 6.000–6.500 nuovi infermieri nel 2026, su un piano triennale da 20.000. Ma in Italia ne mancano oltre 80.000. In Emilia-Romagna, la carenza è cronica e si aggrava ogni mese.

Il Fondo Sanitario Nazionale crescerà di 6,3 miliardi. Ma se guardiamo oltre confine, la Germania ne ha stanziati oltre 135 miliardi. E mentre qui si contano i centesimi, per le spese militari si trovano miliardi in pochi giorni. La determinazione con cui si finanziano le armi non si vede quando si parla di salvare il sistema sanitario.

La fuga continua

Francia, Germania, Svizzera e persino Emirati Arabi stanno reclutando infermieri italiani con stipendi più alti, turni più umani e rispetto professionale. E noi? Ancora a fare i conti con stipendi da fame, turni massacranti e promesse che non si concretizzano.

Non bastano le briciole

Questi interventi, per quanto positivi sulla carta, non sono sufficienti. Non bastano a trattenere chi è stremato, deluso, e pronto a partire. Non bastano a restituire dignità a una professione che ha sorretto il Paese nei momenti più bui.

Il Nursing Up Emilia-Romagna dice basta!

Chiediamo che la stessa forza politica usata per finanziare le armi venga usata per difendere la sanità pubblica. Non con slogan, ma con investimenti veri, strutturali, duraturi. Perché senza infermieri, non c’è sanità. Non c’è futuro.

La Segreteria Nursing Up Emilia Romagna

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