
La violenza contro gli operatori sanitari è ormai un’emergenza nazionale. Aggressioni verbali, minacce, molestie e persino violenze fisiche rappresentano un fenomeno in costante crescita che coinvolge infermieri, medici e operatori sociosanitari. Una realtà che in Emilia-Romagna assume contorni particolarmente drammatici e che il Nursing Up denuncia da anni, chiedendo con forza interventi strutturali e immediati. La maggior parte delle aggressioni — soprattutto quelle verbali o psicologiche — non arriva mai nelle statistiche ufficiali: secondo le stime, circa il 70% dei casi non viene denunciato. Già nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità definiva la violenza sul lavoro il principale rischio professionale per la salute degli operatori sanitari. Le conseguenze sono spesso devastanti: burnout, ansia, depressione, disturbi post-traumatici, oltre alla crescente fuga dalla professione. Nel 2024 in Emilia-Romagna sono stati registrati 2.682 episodi di violenza, con un incremento dell’11,7% rispetto al 2023. A Modena, secondo il sistema SegnalER, si contano 424 episodi: 282 nell’Ausl di Modena 108 nell’Azienda Ospedaliera Universitaria 34 all’Ospedale di Sassuolo Sempre più critiche le aree psichiatriche e delle dipendenze, seguite dal Pronto Soccorso, dall’Emergenza-Urgenza e dalle degenze. I numeri delineano un quadro chiaro: 59,7% delle vittime sono infermieri 13,6% medici 11,4% operatori socio-sanitari il 70% delle vittime sono donne A livello nazionale, nel 2023 si sono registrate oltre 16.000 segnalazioni, che coinvolgono circa 18.000 professionisti. Uno studio dell’Università di Tor Vergata del 2019 rivela che tra gli infermieri aggrediti: il 43,1% ha subito sputi seguono graffi, schiaffi, pugni, calci, lancio di oggetti nel 0,3% dei casi: morsi frequenti molestie sessuali e palpeggiamenti Le conseguenze psicologiche sono profonde: rabbia (58,8%), ansia, disgusto, impotenza, tristezza e paura. Nel 2019 l’OMS, insieme a Nursing Up, ha denunciato l’escalation di violenze contro il personale sanitario. 1 infermiere su 10 ha subito violenza fisica 4% minacciato con armi da fuoco 79% delle vittime è donna Nursing Up chiese con forza il ripristino dei presidi fissi delle Forze dell’Ordine negli ospedali, ormai assenti in molte strutture. Dal 2022, grazie alla volontà del presidente Antonio De Palma, tutti gli iscritti Nursing Up possono contare su una copertura assicurativa gratuita contro le aggressioni. Nel 2019, la responsabile regionale Francesca Batani attivò uno sportello anti-violenza dedicato agli operatori sanitari. Per due anni ha offerto ascolto, supporto e orientamento a decine di colleghi, lasciando un segno profondo nella comunità professionale. Se avete necessità o segnalazioni, lapaginadinursingup@yahoo.com è sempre a disposizione per tutti. Nel 2020, su iniziativa di Gianluca Gridelli e con il sostegno di Batani, nacque il progetto “Pronto Soccorso Sicuro e Presidi Sicuri”. Il sindacato ribadisce la necessità di interventi immediati e strutturali: Denuncia d’ufficio da parte delle aziende sanitarie Le strutture devono costituirsi parte civile nei procedimenti Rafforzare e potenziare il DDL antiviolenza Normativa specifica sulla prevenzione della violenza in sanità Ripristino dei presidi fissi di Polizia negli ospedali Aumento del personale sanitario: basta turni massacranti Zone di sicurezza interne dove rifugiarsi in caso di pericolo Sorveglianza attiva h24 nei reparti critici Protocolli d’intesa strutturati con le Forze dell'Ordine Procedura aziendali specifiche per prevenire e gestire la violenza Integrazione della valutazione del rischio nelle DVR aziendali Maggiore presenza di mediatori culturali Progetti educativi rivolti agli utenti e ai familiari Campagne pubbliche di sensibilizzazione Una cultura del rispetto che protegga chi cura Essere infermiere oggi significa affrontare responsabilità enormi, salari tra i più bassi d’Europa e un livello crescente di stress. Uno studio dell’Università del Michigan ha evidenziato che gli infermieri hanno: un rischio doppio di suicidio rispetto alla popolazione generale un rischio 70% superiore rispetto ai medici Un dato che fa riflettere e conferma l’urgenza di un cambiamento. Il Nursing Up Emilia-Romagna ribadisce che la tutela di chi cura deve diventare una priorità dello Stato. Gli infermieri della regione sono stanchi di turni impossibili, stipendi fermi, aggressioni e mancanza di riconoscimento. Per cambiare davvero serve l’unione di tutti, noi ci siamo, tu? Scrivi su WhtasApp/ Telegram 3401210916Un fenomeno dilagante e sottostimato: il 70% dei casi non viene denunciato
L’INAIL segnala inoltre che, sul totale degli infortuni, la percentuale legata alla violenza non mostra variazioni significative negli anni né differenze tra aree geografiche.Emilia-Romagna: oltre 7 aggressioni al giorno, +11,7% in un anno
Le aggressioni verbali — insulti, minacce, molestie — aumentano del 12,5%, mentre quelle fisiche diminuiscono del 11,9%.I dati territoriali: Modena maglia nera
Infermieri e donne le vittime più colpite
L’allarme dell’OMS e la collaborazione con Nursing Up
I dati sono impressionanti:
L’impegno storico di Nursing Up in Emilia-Romagna
Lo sportello anti-violenza
Il documento “Pronto Soccorso Sicuro e Presidi Sicuri”
Il documento venne consegnato a tutte le procure durante flash mob a Rimini, Ravenna e davanti alla Regione Emilia-Romagna.Le richieste di Nursing Up Emilia-Romagna
Sul piano normativo
Sul piano organizzativo
Sul piano culturale
Una professione ad alto rischio, sempre più logorata
In Italia un infermiere guadagna 1.000–3.000 euro in meno rispetto a un collega del Nord Europa.
La mobilitazione continua
La sicurezza fisica e psicologica dei professionisti non è negoziabile.
Stanchi di aspettare un cambiamento che non arriva.
















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