Con l’iscrizione a Nursing Up hai molto più di una tessera sindacale. Hai una tutela completa, servizi dedicati e una copertura pensata per accompagnarti nella vita professionale, con trasparenza, documentazione chiara e ricevute sempre disponibili. Tutto compreso nel costo ordinario dell’iscrizione sindacale. Perché la tua sicurezza professionale viene prima di tutto.

 

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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Ausl Imola, personale aggredito di nuovo

2025-08-30 08:01

Vincenzo

Ausl Imola, infermieri, professionisti, violenza, pronto-soccorso,

Ausl Imola, personale aggredito di nuovo

Serve anche una campagna mediatica a favore dei professionisti...

Due anni fa, come sindacato dei professionisti delle professioni sanitarie, abbiamo lanciato un appello chiaro e deciso alle autorità competenti, inclusi questore, sindacati e AUSL. La nostra richiesta era tanto semplice quanto urgente: installare telecamere di sorveglianza all'interno delle strutture sanitarie, accompagnate da un sistema di sicurezza con pulsante d'emergenza collegato alla portineria. Quest'ultima, dotata di monitor per la videosorveglianza, avrebbe dovuto gestire le situazioni critiche, decidendo prontamente se allertare le forze dell'ordine. Inoltre, chiedevamo un rafforzamento della presenza di polizia e guardie giurate nei presidi ospedalieri.

A distanza di due anni, non solo la situazione non è migliorata, ma sta peggiorando drammaticamente. Gli episodi di violenza contro il personale sanitario stanno aumentando in frequenza e gravità, in tutta Italia. 

Questi atti non sono più solo frutto di momentanea frustrazione o stress legati alla malattia o all'attesa: sembrano essere il riflesso di un problema culturale più profondo. Oggi, i professionisti sanitari sono diventati bersagli della rabbia e dell’insoddisfazione di una società sempre più esasperata.

La sanità, un tempo rifugio sicuro e luogo di cura, sta ora diventando il teatro di un conflitto sociale sempre più pericoloso. Medici e infermieri, in particolare, sono spesso trattati come capri espiatori di un malessere che ha radici profonde nelle disuguaglianze e nella crisi del sistema sanitario. Siamo stanchi di essere considerati semplicemente numeri su una busta paga che non riflette né la nostra professionalità né i rischi crescenti che affrontiamo ogni giorno.

Le istituzioni devono finalmente prendere coscienza della gravità della situazione e impegnarsi concretamente per garantire la sicurezza di chi lavora quotidianamente per salvare vite. Serve anche una campagna mediatica a favore dei professionisti sanitari, per ridare dignità e rispetto al nostro lavoro.

Non possiamo più rimanere in attesa che si verifichi l'ennesimo episodio di violenza. Chiediamo interventi immediati e concreti per proteggere il personale sanitario e ricostruire quel rapporto di fiducia e rispetto che dovrebbe essere alla base del legame tra paziente e professionista.

La questione non può essere rimandata. È il momento di agire.

Nursing Up Imola

Giuseppe Calia


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