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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Nursing Up in Regione. Colleghi, abbiamo bisogno di voi

2025-07-31 07:29

Vincenzo

NURSING UP EMILIA ROMAGNA, emilia-romagna, dimissioni, welfare, condizioni-lavoro, fuga-personale, regione, abbandono,

Nursing Up in Regione. Colleghi, abbiamo bisogno di voi

Il Nursing Up è in prima linea...

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Il Nursing Up è in prima linea per migliorare le condizioni di lavoro, per rafforzare il Welfare aziendale, per difendere il contratto nazionale da chi ogni giorno cerca di raggirarlo con cavilli e silenzi. Ma questo impegno da solo non basta.

Abbiamo bisogno che anche voi facciate la vostra parte.
Iscrivetevi al sindacato che lotta per voi, cancellatevi da chi da decenni promette soltanto tavoli, incontri, rinvii e silenzi, mentre la busta paga e le condizioni di lavoro continuano a peggiorare.
I fatti parlano chiaro.

Oggi vogliamo condividere con voi un aggiornamento importante:
abbiamo partecipato a un incontro istituzionale in Regione Emilia-Romagna con il Governatore Michele De Pascale e l’Assessore alla Sanità Massimo Fabi.

È stato un confronto cordiale, costruttivo, con una novità significativa: abbiamo percepito un cambiamento di tono, finalmente un reale ascolto e la volontà di costruire un percorso condiviso per affrontare l’emergenza che colpisce i professionisti sanitari e l’intero sistema pubblico.

Abbiamo portato all’attenzione temi cruciali:

  • Il boom di licenziamenti volontari;

  • L’abbandono della professione sanitaria;

  • La perdita di attrattività del nostro lavoro;

  • La carenza di un welfare aziendale dignitoso;

  • Il clima tossico in troppi luoghi di lavoro, fatto di pressioni, vessazioni e umiliazioni.

Abbiamo chiesto un cambio culturale: rispetto, gentilezza, dialogo.
Perché un lavoro già sottopagato, se anche svilito, diventa insostenibile.

Abbiamo apprezzato le parole del Governatore sull’intenzione di migliorare le retribuzioni, ma abbiamo anche messo in guardia: servono strategie mirate, non distribuzioni “a pioggia” che non risolvono nulla e alimentano l’esodo verso il privato e altri settori.

Un punto positivo che vogliamo sottolineare è l’apertura della Regione sul percorso BRO per le ostetriche, che finalmente potrebbe uniformarsi sul territorio, garantendo una presa in carico totale e autonoma dell’assistita. Un passo avanti verso il riconoscimento del valore delle ostetriche, a cui però dovrà seguire una vera valorizzazione economica.

Altro tema affrontato: gli obiettivi assegnati ai dirigenti sanitari.
Abbiamo chiesto che tra gli indicatori rientrino anche dati reali, come il numero di professionisti che lasciano l’azienda. Perché se si fugge da un posto di lavoro, la colpa non può essere solo del dipendente.

Abbiamo anche proposto interventi concreti di welfare aziendale:

  • Affitti calmierati per i sanitari in città dal costo della vita elevato;

  • Agevolazioni per i trasporti;

  • Servizi per le famiglie e convenzioni per la vita quotidiana.

Alcune aziende che hanno iniziato a muoversi in questa direzione stanno ricevendo riscontri molto positivi dai dipendenti. Il Governatore si è dimostrato sensibile al tema e questo ci fa sperare in un investimento concreto in questa direzione.

Noi crediamo ancora nel Servizio Sanitario Nazionale.
Ci crediamo profondamente, ed è lì che vorremmo restare.
Ma in queste condizioni, per molti, non è più possibile.
Questo è un segnale gravissimo che nessuno può più ignorare.

L’apertura dimostrata dalla Regione e il nuovo stile di confronto sono segnali positivi. Ma non basta ascoltare, ora servono fatti. E noi saremo lì a controllare, proporre, insistere, denunciare.

Ma abbiamo bisogno di voi.
Perché le cose non cambiano da sole.
O ci uniamo, o resteremo divisi e deboli.

Iscriviti al Nursing Up.
- Sostieni chi lotta ogni giorno, non chi ti racconta favole da trent’anni.

Con responsabilità e trasparenza, continueremo a tenervi aggiornati.

La Delegazione dei Dirigenti Nursing Up Emilia Romagna

Francesca Batani (Resp. Reg. Nursing Up Emilia Romagna)
Caterina Locatelli (ostetrica)
Cinzia Gaiani (ostetrica)
Davide Artioli (infermiere)

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