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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Un Nuovo Spreco di Denaro Pubblico: L’Assistente Infermiere

2024-09-03 09:09

Vincenzo

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Un Nuovo Spreco di Denaro Pubblico: L’Assistente Infermiere

Rendere la professione attrattiva, invece di nuove figure

L’8 agosto 2024, la Conferenza Stato-Regioni ha deciso di introdurre una nuova figura professionale, l’Assistente Infermiere, con l’obiettivo di sostituire il tradizionale Operatore Socio-Sanitario (OSS). Questa decisione, tuttavia, solleva numerosi dubbi e critiche.

Gli OSS attuali sono già altamente qualificati e capaci di svolgere il loro lavoro in modo eccellente. Invece di sostituirli, sarebbe più logico aumentarne il numero e migliorare le loro condizioni lavorative.

La creazione di questa nuova figura professionale rappresenta un enorme spreco di denaro pubblico. Abbiamo già professionisti altamente formati, ma con stipendi imbarazzanti.

Invece di investire in nuove figure, sarebbe più sensato aumentare i salari degli infermieri e degli OSS esistenti, rendendo queste professioni più attraenti e sostenibili.

La politica dovrebbe consultare i professionisti che lavorano in prima linea nei reparti e sul territorio, invece di inventare nuove professioni insieme a teorici che hanno poca esperienza pratica. Solo aumentando gli stipendi, riconoscendo la professione usurante, e introducendo un contratto unico nazionale e mobilità libere, si potrà risolvere il problema della carenza di personale.

Invece di creare nuove figure professionali che beneficeranno solo i formatori, i fondi dovrebbero essere destinati a chi già lavora duramente per sostenere il nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Un Ssn ch una volta era motivo di orgoglio nazionale, ma da quando non è più centralizzato ha avuto una gestione inefficace da parte delle regioni, l’unica cosa che è aumentato sono i dirigenti con i loro stipendi e premi produttività.

Il nostro SSN, un tempo motivo di orgoglio nazionale, ha subito un declino evidente da quando la gestione è passata alle Regioni. I numeri parlano chiaro: aumentano solo i dirigenti e i loro stipendi, mentre il personale che opera nei reparti è sempre più in difficoltà. La politica italiana continua a ignorare le evidenze internazionali: gli infermieri sono insostituibili, e non possono essere sostituiti da altre figure, nemmeno dai medici. Le conseguenze sarebbero devastanti, con un aumento del rischio di infezioni ospedaliere, antibiotico-resistenza e decessi evitabili.

Un altro grande problema è la mancanza di un sindacato forte per i professionisti sanitari, come infermieri, ostetriche e anche gli OSS lasciati alla deriva da tutti. Solo un sindacato rappresentativo, con il 51% dei consensi, può davvero ottenere il rispetto e il riconoscimento che queste figure meritano. È tempo di dire basta a stipendi miseri, turni insostenibili e carenza di personale. Dobbiamo unirci e lottare per condizioni di lavoro dignitose che trattengano i nostri professionisti in Italia, senza costringerli a cercare migliori opportunità all’estero.

La soluzione è a portata di mano. Se ci uniamo al movimento Nursing Up e raggiungiamo il 51%, possiamo davvero trasformare il nostro sistema sanitario in tempi brevi. Basta con le soluzioni costose e poco produttive, basta con le decisioni prese senza consultare chi ogni giorno si fa in quattro per far funzionare un SSN che fa acqua da tutte le parti. La politica ha il dovere di investire nelle risorse umane che già operano nel sistema, migliorando le loro condizioni economiche e professionali, per il bene di tutti i cittadini.

La sfida è grande, ma con la giusta determinazione possiamo vincerla. Perché la sanità italiana merita di tornare a essere un motivo di orgoglio per tutti.

Contatta ora lapaginadinursingup@yahoo.com e chiedi info per collaborare o per iscriverti o per candidarti alle prossime RSU, questo è un passo importante per far sentire la vostra voce e promuovere il rispetto e una retribuzione adeguata.

Con il 51% dei consensi si potrebbe cambiare la sanità italiana in meglio e in pochissimo tempo. Uniti si vince, l’alternativa è il baratro.

LapaginadiNursingUp

Vincenzo Parisi


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