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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

Aiutaci, con le tue stesse mani, a portare la professione dove merita. CLICCA QUI…

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Infermiera fa nascere una bimba in treno con l'ausilio in video chiamata di un ostetrica

2025-06-29 08:29

Vincenzo

INFERMIERI, infermiera, parto, ostetricha, treno, video-chiamata,

Infermiera fa nascere una bimba in treno con l'ausilio in video chiamata di un ostetrica

Questa storia dimostra non solo la competenza e la dedizione dei nostri colleghi...

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Una donna incinta ha partorito su un treno Frecciabianca di Trenitalia, partito da Roma in direzione Torino.

Un infermiera dell’Ospedale di Pisa che era in viaggio sul treno con l'aiuto di un ostetrica in video chiamata sono riusciti a far partorire senza alcun problema una donna in travaglio. La bimba appena nata e la madre sono stati trasportati all'Ospedale di San Giacomo di Novi Ligure.

Questa incredibile storia dimostra non solo la competenza e la dedizione dei nostri colleghi, ma anche la capacità di lavorare in squadra in qualsiasi condizione.

Questo è il motivo per cui i nostri infermieri e le nostre ostetriche sono apprezzati e richiesti in tutto il mondo.

Unici a non capirlo sono la politica italiana, le regioni e la classe dirigente delle nostre aziende sanitarie. 

Politica e dirigenza ignorano la situazione critica in cui versano i nostri professionisti delle professioni sanitarie, che subiscono condizioni di lavoro inaccettabili e ingiuste. I loro stipendi sono fermi da oltre trent'anni, le loro indennità sono ridicole, i loro contratti sono vessatori e discriminatori. 

I loro diritti sono calpestati, come la possibilità di esercitare la libera professione, di ricevere il compenso per le ferie e lo straordinario, di cambiare sede di lavoro senza ostacoli. Il confronto con i colleghi stranieri è impietoso: in altri paesi i professionisti sanitari sono trattati con rispetto e dignità, mentre in Italia sono relegati a ruoli di serie B o C.

Chiediamo alla politica di agire con responsabilità, se ne è capace, e di istituire un comparto dedicato ai professionisti sanitari con risorse specifiche, un contratto nazionale unico, e di incoraggiare i colleghi a rimanere in Italia garantendo o restituendo tutti quei diritti che oggi in Italia vengono negati, mentre in altri paesi sono la regola.

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