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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

BARCOLLIAMO MA NON MOLLIAMO. DI ANGELO FARESE.

2020-12-03 11:22

Vincenzo

INFERMIERI EROI, ps-napoli,

BARCOLLIAMO MA NON MOLLIAMO. DI ANGELO FARESE.

Sono le 4.30 di notte, il Ps sembra quasi quello di Kabul...

Barcolliamo ma non molliamo!

Prima chiamati eroi, poi merde e bugiardi, scansafatiche addirittura.
Notte e doppia notte, mattino e pomeriggio in turni di 13 ore, vegliando in trincea nel triage del Pronto Soccorso, come soldatini dietro i sacchi di sabbia in attesa di un agguato, l'unico posto, locale, che non chiude mai, l'unica luce sempre accesa, pronti all'accoglienza, meglio di un qualsiasi bar notturno chic.

Non siamo attori pagati per mentire sul Covid, come dice qualche voce di corridoio, i numeri che compaiono sui social, nei quotidiani, per i posti letto, le morti, i guariti etc, a noi non interessa se son veri o falsi, quella è politica, noi siamo sul fronte, è una storia diversa, corriamo, accogliamo, aiutiamo, ascoltiamo, soccorriamo, e non per il salario fisso come qualcuno crede, credetemi, non ne vale la pena se non ci fosse passione e amore, in ognuno di noi per questo mestiere, meglio la fabbrica o la zappa!

Sono le 4.30 di notte, il Ps sembra quasi quello di Kabul, e non scherzo, persone positive o non positive, isolati e non, ovunque, in ogni angolo del Pronto Soccorso, chi in sedia chi in barella, in attesa di ricovero, chi in attesa del risultato del tampone, chi ti chiama di qua e chi ti chiama di là, una nonnina ha il capo bendato, compreso un occhio, un trauma cranico-facciale, da caduta sulle scale della cantina, sembra reduce dell'attacco a Pearl Harbor, dopo i bombardamenti aerei.

Finalmente la notte si fa cheta, seduta su una sedia, sotto un camice di plastica che non traspira, anche se a quest'ora non ti fa più sudare, ma ti riscalda dall'umidità e il freddo notturno che ti entra nelle ossa, Anna, infermiera, chiude gli occhi per un istante, sognando già, la strada del ritorno a casa.

Pronto Soccorso, CTO Napoli Monaldi Cotugno C.T.O. ( AO dei Colli )

Angelo Farese Ph

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