Con l’iscrizione a Nursing Up hai molto più di una tessera sindacale. Hai una tutela completa, servizi dedicati e una copertura pensata per accompagnarti nella vita professionale, con trasparenza, documentazione chiara e ricevute sempre disponibili. Tutto compreso nel costo ordinario dell’iscrizione sindacale. Perché la tua sicurezza professionale viene prima di tutto.

 

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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Verità in corsia: il Nursing Up denuncia e propone soluzioni

2025-08-30 07:58

Vincenzo

INFERMIERI, infermieri, fuga, proposta-nursing-up, dirigenti-colpevoli,

Verità in corsia: il Nursing Up denuncia e propone soluzioni

Fondi regionali per migliorare le retribuzioni degli infermieri...

Senza medici e infermieri, la salute degli italiani è a rischio

Medici e infermieri rappresentano le colonne portanti del nostro sistema sanitario. Tuttavia, sempre più professionisti stanno abbandonando l’Italia. Questo esodo silenzioso ma inarrestabile colpisce duramente anche l'Emilia Romagna, in particolare l'area del Bolognese, dove centinaia di infermieri stanno cercando nuove opportunità altrove.

Alla domanda: "Perché vuoi andartene?", la risposta dei colleghi stanchi e delusi è quasi sempre la stessa: "Non ce la faccio più a lavorare sotto questa dirigenza sorda e menefreghista, che non sa fare il proprio lavoro". La frustrazione nasce dalla sensazione di non essere ascoltati e di trovarsi costantemente di fronte a un muro di indifferenza. Le richieste di ferie, part-time o permessi vengono spesso negate, e il personale è costretto a restare reperibile anche nei giorni di riposo, vittima di pressioni e ricatti morali.

Le segnalazioni degli infermieri riguardano condizioni di lavoro al limite della sicurezza: situazioni in cui un solo professionista si trova a gestire 32 pazienti, dovendo contemporaneamente intervenire in altri reparti per urgenze o carenze di personale. Questi scenari non solo mettono a rischio la salute dei pazienti, ma compromettono anche la sicurezza degli stessi infermieri, i quali, nonostante attenuanti evidenti, si ritrovano spesso a essere i soli responsabili in caso di problemi. Non rispondere a una chiamata d'aiuto da un altro reparto potrebbe portare l'infermiere di fronte a una commissione disciplinare, mentre intervenire espone comunque a rischi legali. In qualsiasi caso, il vero colpevole, cioè una dirigenza incapace e indifferente, rimane impunito, lasciando gli infermieri a fare da capro espiatorio.

La popolazione, purtroppo, non è consapevole di queste gravi difficoltà operative. Se lo fosse, non reagirebbe con violenza e sfiducia nei confronti del personale sanitario. Per questo motivo, è fondamentale che si faccia sempre più informazione, rendendo note queste condizioni e sensibilizzando l'opinione pubblica sulla realtà che i professionisti della sanità vivono ogni giorno.

Il Nursing Up Emilia Romagna ha una proposta per fermare la fuga dei professionisti, proponiamo alla Regione un piano innovativo e coraggioso, articolato su due punti principali:

  1. Reperire fondi regionali per migliorare le retribuzioni degli infermieri, attraverso benefit aggiuntivi, al fine di rendere l’Emilia Romagna una regione attrattiva per i professionisti sanitari, non solo trattenendo i propri lavoratori, ma attirandone altri da fuori regione.

  2. Istituire un canale di segnalazione dedicato attraverso cui gli infermieri possano denunciare il rifiuto ingiustificato di ferie, permessi, part-time, mobilità interna e altre richieste, nonché le condizioni di lavoro ostili e potenzialmente pericolose, come la necessità di lasciare il proprio reparto per intervenire altrove, con tutti i rischi legali che ne conseguono.

Il Nursing Up è quotidianamente impegnato a inviare segnalazioni, coinvolgere legali e interfacciarsi con le aziende sanitarie, ma troppo spesso queste ignorano le richieste, come se si sentissero protette da un sistema opaco e difficile da comprendere.

Invitiamo la Regione Emilia Romagna a raccogliere questa sfida coraggiosa, sperando che possa diventare un esempio per altre regioni italiane.

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