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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Recidiva tumore al seno.

2025-05-21 07:05

Vincenzo

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Recidiva tumore al seno.

7 oncologi su 10 sono d’accordo nel dire che...

7 oncologi su 10 sono d’accordo nel dire che si fa  poca per prevenire le recidive nelle donne con tumore al seno.

Oltre 50.000 donne, ogni anno, ricevono una diagnosi di tumore al seno, la neoplasia più frequente in Italia.

Nonostante i progressi, oltre il 24% delle donne continua a recidivare.

L’appello degli oncologi, un maggiore impegno a individuare, prevenire e curare anche quel residuo, non piccolo di recidive, nel medio e lungo periodo.

La terapia medica adiuvante eseguita dopo la chirurgia oppure quella neoadiuvante, prima della chirurgia, rappresentano l'unica strategia per ridurre il rischio di recidiva.

Bisognerebbe personalizzare il trattamento dopo la chirurgia nel tumore della mammella, ma per questo servono indagini e strumenti nuovi.

Evitando, per esempio, inutili tossicita’, prescrivendo terapia adiuvante a quelle persone che non recidiveranno mai.

Come in tutte le terapie, bisognera’ fare attenzione al rapporto rischio-beneficio, nelle cure dopo la chirurgia.

Oggi, per individuare questi pazienti, vengono utilizzati strumenti ‘classici’ come la dimensione della neoplasia, lo stato linfonodale, l’espressione o meno dei recettori ormonali, il ritmo proliferativo delle cellule tumorali. 

Sono pero’ in corso studi che lasciano ben sperare, sull’ideazione di test diagnostici predittivi sempre più affidabili.

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