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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

118 milioni alle Aziende sanitarie: ecco le cifre, azienda per azienda

2026-05-31 22:13

Vincenzo

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118 milioni alle Aziende sanitarie: ecco le cifre, azienda per azienda

Nursing Up Emilia-Romagna: bene la riduzione del disavanzo e la tenuta dei bilanci, ma senza investimenti veri sui professionisti della sanità il sist

Nursing Up Emilia-Romagna: bene la riduzione del disavanzo e la tenuta dei bilanci, ma senza investimenti veri sui professionisti della sanità il sistema rischia di precipitare. 


La notizia è importante e va letta con attenzione: la sanità dell’Emilia-Romagna chiude il 2025 con un disavanzo ridotto a 54 milioni di euro, in forte miglioramento rispetto ai 194 milioni del 2024. La Regione annuncia inoltre una prospettiva di pareggio per il 2026, pur dentro un quadro nazionale ancora segnato da sottofinanziamento, aumento dei costi e forte pressione sui servizi.


Come Nursing Up Emilia-Romagna prendiamo atto positivamente del miglioramento dei conti. La tenuta del sistema sanitario pubblico è una buona notizia per tutti: per i cittadini, per i pazienti, per le famiglie e per gli stessi professionisti che ogni giorno garantiscono assistenza nei reparti, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali, nelle sale operatorie, nelle terapie intensive, nelle strutture residenziali e domiciliari.
Ma proprio per questo oggi serve chiarezza.


Se i conti tengono, il merito non può essere attribuito solo alla programmazione, alle direzioni, agli uffici tecnici o alle scelte amministrative. Il merito è soprattutto degli oltre 68 mila operatori della sanità pubblica regionale: infermieri, professionisti sanitari, OSS, tecnici, amministrativi e tutti coloro che ogni giorno reggono un sistema sempre più complesso, spesso con organici insufficienti, carichi di lavoro crescenti, turni pesanti, ferie difficili da garantire e responsabilità sempre maggiori.


Il pareggio di bilancio non può diventare un alibi per continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi.
 

La Regione ha stanziato risorse importanti, 118 milioni di euro complessivi, distribuiti tra le diverse aziende del territorio regionale. Questi i dati per singola azienda:
Azienda sanitaria e Risorse assegnate
AUSL Piacenza 8.679.008,44 euro
AUSL Parma 5.227.060,78 euro
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma 7.825.061,44 euro
AUSL Reggio Emilia-IRCCS 15.082.681,97 euro
AUSL Modena 13.269.633,51 euro
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena 7.956.311,75 euro
AUSL Bologna-IRCCS Scienze Neurologiche 9.506.020,51 euro
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna IRCCS Policlinico Sant’Orsola 4.321.592,52 euro
Istituto Ortopedico Rizzoli IRCCS 1.794.681,32 euro
AUSL Imola 7.968.546,31 euro
AUSL Ferrara 15.472.902,77 euro
Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara 3.097.960,83 euro
AUSL Romagna 17.971.705,55 euro

 

Sono cifre rilevanti. Ma la domanda che Nursing Up Emilia-Romagna pone è semplice: quanta parte di queste risorse sarà destinata realmente ai professionisti della sanità?


Perché il problema non è solo chiudere i bilanci. Il problema è capire come quei bilanci vengono chiusi.


Se il sistema viene tenuto in piedi riducendo il disavanzo ma lasciando irrisolti carichi di lavoro, aggressioni, demansionamento, fughe dal pubblico, mancata valorizzazione economica, difficoltà nei turni e organici insufficienti, allora il risultato contabile rischia di nascondere una fragilità enorme.


Da anni diciamo che la sanità non si salva moltiplicando cabine di regia, incarichi, livelli intermedi e strutture organizzative, se poi nei reparti mancano infermieri, OSS e professionisti sanitari.
La dirigenza è necessaria, ma non può diventare il centro esclusivo dell’investimento. La sanità pubblica si regge su chi eroga assistenza, su chi risponde ai campanelli, su chi prende in carico il paziente, su chi lavora di notte, nei festivi, nei pronto soccorso, nei servizi territoriali, nelle urgenze, nella cronicità e nella non autosufficienza.


Troppi capitani e pochi professionisti: questa è una contraddizione che il sistema non può più permettersi. Se davvero la Regione riconosce che il risultato è stato possibile grazie agli operatori, allora ora serve una conseguenza concreta: investire prima di tutto su di loro.


Nursing Up Emilia-Romagna chiede che il miglioramento dei conti non resti solo un dato da conferenza stampa, ma diventi l’occasione per aprire una nuova fase di investimento sul personale del comparto.


Chiediamo alle aziende sanitarie e alla Regione:
   1. un piano trasparente sulle risorse destinate al personale sanitario e sociosanitario;
   2. nuove assunzioni stabili, soprattutto nei servizi più esposti e sotto pressione;
   3. valorizzazione economica reale di infermieri e professionisti sanitari;
   4. contrasto al demansionamento e corretta composizione delle équipe assistenziali;
   5. tutela della sicurezza sul lavoro e prevenzione delle aggressioni;
   6. revisione dei carichi di lavoro, dei turni e delle condizioni organizzative;
   7. investimenti sul territorio senza svuotare ospedali, reparti e servizi già in difficoltà;
   8. più trasparenza su incarichi, strutture, consulenze e costi organizzativi. 

   9. Più Welfare e meno slogan


Il pareggio di bilancio è importante. Ma la sanità non è un foglio Excel.


La sanità è fatta di persone che curano altre persone.
E se non si investe su chi cura, il sistema può apparire in equilibrio nei numeri, ma continuare a perdere forza, qualità, attrattività e futuro.
Nursing Up Emilia-Romagna è pronta al confronto, ma con una posizione chiara: le risorse devono arrivare ai professionisti, non disperdersi solo nei livelli organizzativi e dirigenziali.


Perché senza infermieri, senza ostetriche, senza professionisti sanitari, senza OSS e senza personale in prima linea, nessun bilancio potrà davvero salvare la sanità pubblica.

 

Segreteria Nursing Up Emilia Romagna Chiedi info al Nursing Up, clicca qui…

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