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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

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Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


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Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Dopo le pressioni del Nursing Up, ora si attende il Ministro

2025-11-23 20:28

Vincenzo

Normativa, reperibilita, straordinario, agenzia-entrate, interpretazione, errore,

Dopo le pressioni del Nursing Up, ora si attende il Ministro

Straordinario in pronta disponibilità: basta confusione

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Straordinario in pronta disponibilità: ora basta confusione.  

L’Agenzia delle Entrate, di fronte alla posizione ferma del Sindacato, ha deciso di chiedere un chiarimento ministeriale sull’applicazione dell’aliquota agevolata del 5% allo straordinario degli infermieri. Nursing Up ora attende la risposta decisiva: lo straordinario è uno solo, è sacrificio, e va riconosciuto tutto.

Il 2025 avrebbe dovuto segnare una svolta: finalmente, tutto il lavoro straordinario degli infermieri – compreso quello svolto a seguito di chiamata dalla pronta disponibilità – avrebbe beneficiato dell’aliquota agevolata al 5% introdotta dalla Legge di Stabilità 2024.

E invece, a ottobre, è arrivata la sorpresa amara: un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate che esclude dallo sconto fiscale proprio quelle ore di straordinario che rappresentano il cuore della reperibilità, della prontezza operativa, delle emergenze e persino dei servizi elettorali.

Una decisione inspiegabile, che avrebbe comportato un recupero IRPEF in busta paga per migliaia di professionisti già allo stremo.

Nursing Up non si è fermato.
Non abbiamo accettato interpretazioni restrittive che non trovano fondamento né nella legge né nel CCNL.

E oggi possiamo dirlo: le nostre pressioni hanno prodotto un risultato concreto.
L’Agenzia delle Entrate ha chiesto un parere al Ministro competente.
Un passaggio decisivo, che conferma quanto fosse fondata la posizione del Sindacato e quanto il tema sia tutt’altro che chiuso.

Ci auspichiamo – e lo ribadiamo con fermezza – che il Ministro confermi ciò che è scritto in modo chiaro nella norma:
lo straordinario è uno solo, ed è tutto meritevole dell’agevolazione al 5%.

Un’interpretazione che non regge: il CCNL parla chiaro

La distinzione inventata tra “straordinario da chiamata” e “altri tipi di straordinario” semplicemente non esiste.

Il CCNL è inequivocabile:

  • Art. 47: disciplina tutto il lavoro straordinario.

  • Art. 44, comma 6: stabilisce che le ore prestate in caso di chiamata dalla pronta disponibilità sono straordinario, e rimanda allo stesso art. 47.

  • Nessuna norma contrattuale introduce categorie di straordinario “di serie A” o “di serie B”.

La legge fiscale agevola lo straordinario, non alcune sue parti.
E non contiene esclusioni.
Punto.

De Palma: «Il sacrificio non cambia nome. Un’ora in più è straordinario sempre»

«Il lavoro straordinario – dichiara il Presidente del Nursing Up, Antonio De Palma – è tempo sottratto alle famiglie, è responsabilità aggiuntiva, è disponibilità fuori turno.

Non esiste un tipo di straordinario che valga meno di un altro.
Il legislatore ha previsto un’agevolazione unica, chiara, senza distinzioni.

Ora attendiamo che il Ministro confermi ciò che è già scritto nella legge e nel contratto: tutto lo straordinario degli infermieri ha diritto al 5%. Nessuna interpretazione può ridurre ciò che il legislatore ha riconosciuto».

Il rischio concreto: reparti fragili, infermieri demotivati

Applicare una lettura restrittiva avrebbe effetti pesantissimi:

  • disparità economiche tra professionisti;

  • ulteriore sfiducia verso la pronta disponibilità, già oggi sostenuta con enorme sacrificio personale;

  • maggiore difficoltà nel coprire turni critici, notti, emergenze, sale operatorie;

  • caos nelle buste paga e possibili recuperi fiscali ingiustificati.

«Sarebbe – continua De Palma – un colpo devastante per un sistema sanitario che già sopravvive grazie all’impegno straordinario degli infermieri».

Nursing Up alle Aziende: applicate correttamente la legge

Il Sindacato ribadisce la propria posizione e chiede alle Aziende sanitarie di:

  • applicare l’aliquota del 5% a tutto lo straordinario, senza eccezioni arbitrarie;

  • garantire pagamenti chiari, uniformi e privi di tagli indebiti;

  • sospendere interpretazioni restrittive in attesa del necessario chiarimento ministeriale.

Ora la parola passa al Ministro

Il confronto è in corso. La richiesta di parere è stata attivata.
È il momento della chiarezza definitiva.

«Gli infermieri – conclude De Palma – non chiedono privilegi, ma rispetto.
Lo straordinario è sempre lo stesso: è sacrificio, è prontezza, è vita privata sottratta per garantire i servizi al Paese.

E va riconosciuto.
Siamo fiduciosi che il Ministro confermerà ciò che il contratto e la legge già affermano con nettezza.
Nursing Up continuerà a vigilare, senza arretrare di un millimetro».

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