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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


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Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Si sentono tutti infermieri, finché non scappa il morto. Adesso chi paga?

2025-05-02 15:54

Vincenzo

INFERMIERI, farmacia, ecg, cittadino-morto, politiche-scadenti,

Si sentono tutti infermieri, finché non scappa il morto. Adesso chi paga?

Il problema non è solo la qualità del servizio...

La sanità italiana è sempre più un campo di battaglia tra chi cerca di sopperire alle carenze strutturali e chi prende decisioni senza avere una reale comprensione delle esigenze del sistema. La gestione politica e burocratica della sanità negli ultimi decenni ha dimostrato una distanza preoccupante dalla realtà dei professionisti sul campo, con conseguenze sempre più evidenti, dall’emergenza Covid alle attuali crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

L'episodio recente di San Fermo, dove un uomo è morto in farmacia durante un elettrocardiogramma, riaccende il dibattito sulla sicurezza dei pazienti e sulle politiche sanitarie che rischiano di confondere le competenze professionali.

Uno dei nodi più critici è la fuga degli infermieri, spesso sostituiti da personale non qualificato. Le evidenze internazionali parlano chiaro: l'infermiere non va sostituito nemmeno con il medico. In paesi come Australia, Canada, Regno Unito e persino negli Stati Uniti, gli infermieri svolgono un ruolo insostituibile nella riduzione di mortalità, infezioni ospedaliere e antibiotico resistenza. Eppure, in Italia si continua a cercare di colmare i buchi con soluzioni improvvisate, assistente infermiere, personale dai paese più poveri del mondo, etc.

Il problema non è solo la qualità del servizio, ma la gestione delle emergenze. Un defibrillatore scarico in piazza, la mancanza di un sistema strutturato di pronto intervento, l’assenza di un infermiere (personale adeguatamente formato): elementi che, messi insieme, hanno portato a una morte che forse si sarebbe potuta evitare, con la presenza di un infermiere.

La domanda ora è: chi si assume la responsabilità? La risposta sembra perdersi nella nebbia di decisioni prese dall’alto, senza un reale confronto con chi vive la sanità ogni giorno. Fino a quando questa situazione verrà accettata passivamente?

Vincenzo Parisi - Dirigente Nursing Up

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