




In silenzio, senza clamore, il governo continua a sottrarre risorse vitali a settori chiave della società. 6 milioni di euro tagliati alla prevenzione del tumore al seno, una cifra che, rispetto agli enormi profitti delle compagnie energetiche e bancarie, sembra quasi un’elemosina, ma che rappresenta un colpo durissimo per la sanità pubblica e per le vite che dipendono da essa. Nel frattempo, mentre il personale sanitario fugge all’estero attratto da offerte che in Italia sembrano irraggiungibili, si continuano a negare fondi essenziali ai dipendenti pubblici, alle scuole, alla sicurezza e alla giustizia. La carenza di poliziotti, il mancato riscaldamento nelle scuole, la desertificazione dell’ assistenza medica, infermieristica, ostetrica, dei tecnici, fisioterapisti, il personale di supporto, sono solo alcuni dei segnali di un sistema che vacilla sotto i colpi di scelte politiche discutibili. Eppure, gli extra profitti delle compagnie energetiche, che nel 2024 hanno incassato 5,26 miliardi di euro, rimangono intoccati. Le banche festeggiano 24,85 miliardi di profitti, mentre per la sanità sembra impossibile reperire fondi. Non mancano però i soldi per un centro migranti in Albania dal valore di un miliardo di euro, ancora inutilizzato, né quelli per finanziare una guerra che il popolo non ha mai chiesto. A chi servono davvero queste scelte? A chi giova il continuo disinvestimento nella salute, nella sicurezza, nell’istruzione? E soprattutto: chi paga il prezzo di tutto questo? La sanità sta lentamente morendo, ed è ormai una certezza sotto gli occhi di tutti: mancano fondi, personale e visione. Mentre ospedali e operatori arrancano, l’attenzione politica si sposta su venti di guerra che appaiono quasi costruiti ad arte, come se servissero a distogliere lo sguardo dai veri problemi interni. È un gioco pericoloso, dove a pagarne il prezzo è la salute dei cittadini. Il sacrificio non pesa su chi governa, né sui manager pubblici. Il peso cade sulle spalle dei cittadini, dei lavoratori, delle famiglie che vedono erodere sempre più i loro diritti e servizi essenziali. È il momento di alzare la voce, di chiedere trasparenza, di esigere che le priorità tornino a essere quelle che realmente contano: la vita, la salute e il futuro di chi abita questo Paese. La Segreteria Nursing Up Emilia RomagnaTagli alla sanità e miliardi per il riarmo: chi paga davvero il prezzo delle scelte politiche?




















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