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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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PER APPUNTAMENTI 3383936095 - 3493551633

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Libera professione e lavoro occasionale negati, perché?

2025-06-29 08:24

Vincenzo

Politica, esclusivita-negata, negare-autorizzazione, regioni-e-ausl,

Libera professione e lavoro occasionale negati, perché?

Le Aziende di molte regioni, tra cui Emilia Romagna, Toscana...

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Grazie alla conversione del decreto legge 34/2023 in legge n. 56 del 26 maggio 2023, molti politici, sindacati, colleghi, hanno gridato alla vittoria, un successo che non ha portato frutti.

Le Aziende di molte regioni, tra cui Emilia Romagna, Toscana, Marche, etc stanno rifiutando di autorizzare l’attività libero-professionale in favore di strutture private, strutture accreditate, singoli utenti nonchè attivare un rapporto di lavoro subordinato sia con altre strutture pubbliche che private.

Arrivano segnalazioni che le aziende rifiutano di autorizzare perfino il lavoro occasionale, meno di 30 giorni anno per un massimo di 10000 euro anno, come cassieri, baby sitter, dog sitter, etc.

Il rifiuto è giustificato dal mancato documento attuativo che le regioni dovrebbero inviare e che spiegherebbe alle varie aziende come gestire il tutto.

Un diritto provvisorio che tarda ad arrivare, Vincenzo Parisi dirigente sindacale Nursing Up in Emilia Romagna:

Purtroppo ancora una volta l’Italia si dimostra regina della burocrazia in Europa, la rabbia cresce ogni giorno di più.

Gli infermieri con tutti i professionisti delle professioni sanitarie, sono le categorie meno considerate in Italia, e non sono io a dirlo ma la retribuzione mensile, i diritti negati come la mobilità, il lavoro occasionale, il diritto di avere una facoltà solo nostra, un contratto unico nazionale, una singola amministrazione proprio come avviene per polizia, carabinieri, pompieri, ci sarebbero meno sprechi e più efficienza... 

Ribadisco nuovamente che il nostro compenso mensile in proporzione ai colleghi europei, ai rischi, alle responsabilità enormi, al costo della vita, è inaccettabile.

Un infermiere con famiglia monoreddito deve per forza indebitarsi per arrivare a fine mese. Mentre il papà infermiere monoreddito nei paesi del Nord Europa si permette fino a due viaggi di piacere l’anno.

In compenso la nostra classe politica e dirigenziale ha gli stipendi migliori del mondo a parità dei loro colleghi esteri.

Perchè?  Venite a dire la vostra su infermieri fuori dal comparto, gruppo Facebook.

Il 15 giugno il Nursing Up Emilia Romagna PROTESTA a Bologna, insieme a Infermieri Fuori dal Comparto, insieme al movimento Mirko Marzullo ci uniremo al sindacato ANAAO ASSOMED, il più importante e forte sindacato dei medici.

Manifesteremo tutti insieme per gridare il nostro dissenso e cercare di salvare questo sistema sanitario nazionale in caduta libera. 

A seguire ci sarà una rassegna stampa.

Tutti invitati a Bologna ore 11:00, Piazza del Nettuno

SALVIAMO LA SANITA’ PUBBLICA


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