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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

Infermieri dall'estero. Duro intervento del Nursing Up, i nostri professionisti sono i migliori

2025-05-31 05:41

Vincenzo

NURSING UP EMILIA ROMAGNA, infermieri, oss, fisioterapisti, tecnici, ostetriche, professionisti-sanitari, precariato, graduatorie-a-termine, concorsi, italiani-sono-i-migliori,

Infermieri dall'estero. Duro intervento del Nursing Up, i nostri professionisti sono i migliori

Tanti comandanti e nessun timoniere. Questa è la foto della sanità in Emilia Romagna...


Al Presidente della Regione Emilia Romagna

Governatore Stefano Bonaccini 

Ai cittadini

A tutti i professionisti sanitari

Ospedali alla deriva! Rischio salute per i pazienti e per il personale sanitario di tutta la regione.

La salute dei nostri infermieri, ostetriche, oss è a rischio burnout e di conseguenza ci aspettiamo un aumento di infortuni e/o malattia dovuto proprio alla stanchezza che porta inevitabilmente a un calo dell’attenzione e che si ripercuoterà inevitabilmente anche sui pazienti, assistiti da personale stanco, umiliato da una direzione infermieristica arrogante e da una dirigenza generale sorda!

Nursing Up sono anni che denuncia la grave carenza di personale, che scrive lettere alle varie direzioni Generali, alle Prefetture, chiediamo incontri con ministri e senatori.

Una turnistica folle, salti di riposo, ferie mentre i dirigenti chiusi nella loro torre d’avorio continuano a produrre procedure che non danno né qualità né sicurezza sia al paziente che ai professionisti.

Ci sono realtà in Emilia Romagna dove il rapporto infemiere/paziente è pericolosamente alto, molto lontano dalle evidenze internazionali che parlano di un infermieri su 6 pazienti nei reparti di degenza.

Dov'è questa qualità o centralità del malato di cui tanto si parla ?

Le ricerche internazionale parlano chiaro, e Nursing Up sono almeno 6 anni che lo chiede, per ridurre il rischio di mortalità, di infezioni, piaghe e antibiotico-resistenza è necessario un infermiere ogni 6 pazienti nei reparti “base” e al cittadino deve essere chiaro che per ogni paziente che si aggiunge cresce sensibilmente la possibilità di errore e di conseguenze anche nefaste sui pazienti assistiti. 

Un investimento che si traduce in qualità ma anche in risparmio per milioni di euro di antibiotici, medicazioni, farmaci, giornate di ricovero e funerali.

Quindi altro che scrivere procedure qua bisogna assumere/stabilizzare tanti ma tanti infermieri e ancor più OSS perché non è pensabile di trascurare l’assistenza alberghiera e di base.

Inutile poi andare a cercare personale all'estero e magari pagarlo il triplo quando in Italia abbiamo i migliori professionisti corteggiati da tutte le nazioni Europee.

E’ obbligatorio che queste assunzioni rispettino un piano serio e che dia veramente respiro al personale sanitario che lavora sotto organico da molto prima della pandemia. Scelte scellerate, decisioni politiche aziendalistiche che tutto hanno a che vedere tranne che con la centralità del cittadino.

E’ necessario che si cambi registro nella modalità di rapporto gerarchico, siamo subissati da racconti poco edificanti da parte dei lavoratori che subiscono da parte dei superiori, divenuto ormai più autoritario che autorevole, sempre più minatorio che aperto al confronto e all’ascolto.

E’ fondamentale che si ripristini un rapporto di umanità e professionalità, le direzioni non possono solo calare dall’alto, deve saper ascoltare ogni singolo lavoratore deve saper valorizzare le persone e deve scendere dalla torre d’avorio, a tal proposito suggeriamo come sindacato un esercizio utilizzato in psicologia con lo scambio dei ruoli per 30 giorni i dirigenti infermieristici, che sono professionisti sanitari prima di essere dei dirigenti, coprono il turno di un infermiere e vediamo come applicano le risolutive procedure da loro generate.

E’ essenziale favorire chi lavora in trincea con remunerazioni più sostanziose e quindi smettere di creare figli e figliastri, i soldi dei fondi devono essere utilizzati per aumentare le paghe di questi in maniera seria!

La cittadinanza deve sapere che nonostante questa dirigenza, malgrado gli ospedali siano alla deriva, con tanti comandanti e nessun timoniere i professionisti sanitari dell'Emilia Romagna svolgeranno sempre in scienza e coscienza il proprio operato sul cittadino ma la situazione non solo è critica non solo è drammatica è davvero arrivata al collasso.

Concludere subito le graduatorie aperte, stabilizzare gli aventi diritto, fare nuovi concorsi.
Nursing Up dice no all'arruolamento di personale dall'estero.

Responsabile Regionale Emilia Romagna Nursing Up

Francesca Batani


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