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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

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Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Schiavi o professionisti polemici? Francesca Batani

2025-05-15 06:21

Vincenzo

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Schiavi o professionisti polemici? Francesca Batani

Ai miei colleghi dico questo: A noi che continuano a non pagarci come si dovrebbe...

Da un punto di vista sindacale già prima era difficile fare sindacato, con l'avvento del covid-19 lo è ancora di pìù.

In questi mesi la classe dirigenziale si è arroccata dentro al proprio castello e non ci hanno assolutamente più voluto considerare, senza quel vero e sano confronto.

Quasi tutte le aziende si sono limitate a darci delle informative, all'ultimo momento, e senza il tempo di visionarle nei dettagli bisognava subito decidere.

Tutto era giustificato da una frase: Siamo in emergenza.

Noi siamo stati ovviamente costretti a scrivere molte lettere per parlare con le aziende, di cui molte hanno deciso di non risponderci, altre hanno risposto sottolineando che sempre noi siamo a polemizzare, altre ancora dicevano che noi vedevamo problematiche inesistenti, in quanto tutto stava funzionando come scritto nelle procedure da loro scritte.

Questo dimostra solamente una cosa, che non hanno avuto l'umiltà di mettersi in discussione.

Noi raccogliamo le problematiche dei lavoratori, noi stessi siamo lavoratori, quindi sappiamo bene come stanno le cose e cosa non funzionava o cosa non funziona, ma dal punto di vista di chi dirige, noi vogliamo solamente polemizzare.

Abbiamo osservato una vera e propria schiavizzazione dei lavoratori.

Le dirigenze, pur di non ammettere la loro “incapacità organizzativa durante questa pandemia”, hanno provato ad accusare i lavoratori per l'aumento dei contagi, accusando i professionisti di non essere in grado di vestirsi/svestirsi secondo le procedure o usare i DPI in modo idoneo.

Peccato che queste dirigenze, brave, bravissime ad elogiarsi e mai a fare autocritica, hanno scritto procedure inapplicabili, in quanto il personale manca.

Ricordiamo a questi signori che nella prima ondata i DPI mancavano, mentre nella seconda i DPI spesso risultavano non idonei, ritirate poi da moltissime Aziende di rilievo nazionale.

Spesso ci hanno fornito di DPI con istruzioni scritte in cirillico, in cinese, in giapponese, in russo, in tutte le lingue possibili immaginabili tranne in italiano. 

Non siamo stati forniti della scheda dove poter leggere cosa indossavamo e come usarlo, Decreto Legislativo 81, forse uno dei motivi per cui ci siamo contagiati, ci veniva fornito materiale non idoneo.

Mentre nella prima ondata hanno fatto un po' di assunzioni, peccato non a tempo indeterminato ma a tempo determinato, co co co, etc, nella seconda ondato praticamente le assunzioni sono state quasi un miraggio.

Inoltre se nella prima ondata si è vista una chiusura totale delle attività non urgenti, quindi tutto il personale raccolto per il covid-19, nella secondo andata è stato aperto tutto, sale operatorie esempio anche per piccoli interventi, servizi, ambulatori, con metà personale rispetto a prima.

Lo stesso personale che aveva combattuto nella prima onda è arrivato stremato nella seconda ondata, in una condizione che probabilmente solo i lavoratori possono capire, e per noi era chiaro che i contagi non potevano che aumentare, e infatti c'è stata una vera ecatombe.

Nelle RSA la risposta è stata ancora peggiore. 

Una spaventosa carenza di personale, già di per se cronica, e sul perché si dovrebbero fare due domande, ma non se le faranno mai, la dirigenza ha pensato addirittura di risolvere il problema con una grande genialata: spostare personale pubblico, già in grosso affanno, nel privato, non sostituendolo, bloccando le ferie, i permessi, con salti di riposo, ed estenuanti doppi turni.

Le grandi menti della nostra sanità, hanno preso del personale in affanno, stanca della prima ondata e messa a lavorare il doppio, il triplo rispetto alla prima onda, senza concedere riposi o quant'altro avrebbero diritto da contratto.

Ma non è bastato solo schiavizzarci, per uno stipendio poi che a stento ci fa arrivare ai primi venti del mese, inferiore alla media Europea (se poi sei un collega monoreddito con figli, non arrivi sicuro a metà del mese), è arrivato il vaccino e con gli stessi operatori sanitari bisognerà occuparsi anche della campagna vaccinale.

Dirigenza alla quale provi a fargli notare qualcosa, e ti risponde che sei polemico e che le cose vanno benissimo, negando l'evidenza.

Nel 2003 è stato fatto uno studio, si è visto che ogni anno 18.000 persone morivano per infezioni ospedaliere, una colpa dell'organizzazione ospedaliera.

Come hanno pensato come rimedio?

Con la creazione di centinaia di procedure, protocolli su protocolli, come se il problema fossimo noi, il nostro operato e non la carenza di personale, e udite udite, il risultato è stato che dal 2003 al 2016 i morti per infezioni ospedaliere sono aumentati a 50.000 l'anno.

Questo ci conferma che non erano le procedure sbagliate, o che magari non sono sbagliate queste, ma che per applicarle serviva e serve il personale infermieristico e di supporto giusto, in termini di numeri.

L'infermiere non viene messo in condizioni di poter fare bene il proprio lavoro, gli studi più recenti dicono che un infermiere ogni sei pazienti, non solo riduce le morti e le infezioni ospedaliere oltre alle LDD, ma anche il costo per milioni di euro anno dovuto all'uso di antibiotici, materiale da medicazione per ldd, etc, etc.

Quindi investire nel numero degli infermieri significa risparmiare soldi, morti e infezioni. Probabilmente le nostre grandi menti pensanti o non leggono le ultime ricerche internazionali o pensano di saperne di più.

Finchè il numero degli infermieri/pazienti non sarà di uno a sei, tutte queste morti non diminuiranno .

Ai miei colleghi dico questo: A noi che continuano a non pagarci come si dovrebbe, che continuano a maltrattarci, ad accusarci, etc, viceversa quando arriverà il momento di dare i premi ai dirigenti, i nostri capi politici elogeranno e premieranno profumatamente, per migliaia di euro, l'operato degli stessi dirigenti che a noi sembra tutt'altro da elogiare.

Questo grida vendetta.

Presto ci sarà la contrattazione del nuovo CCNL, dovremo scendere in piazza, in tanti e urlare no stop la nostra rabbia. 

Siamo tra i meno pagati d'Europa, i più tassati, in un comparto dove non si fa differenza tra un laureato, un operaio e un infermiere...ma la classe dirigente e medica si tiene ben lontana da questo appiattimento professionale...con stipendi dignitosi sopra la media europea.

Francesca Batani

Dirigente Regionale 

Nursing Up Emilia Romagna

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