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LA SANITÀ TERRITORIALE HA UN VOLTO: QUELLO DEGLI 

INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ 

Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.

Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio. Non vogliamo parlare degli IFeC. Vogliamo portarli ai tavoli che contano.

 

È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata, concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.

 

Unisciti a noi.

 

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Il cambiamento parte da te

Perché nasce il coordinamento?

Perchè l’IFeC non può essere una figura lasciata nella confusione: serve ruolo chiaro, incarico, formazione, indennità, autonomia, strumenti e presenza ai tavoli.riferimento. 

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Cosa chiediamo:

Riconoscimento contrattuale


Incarico formalizzato


Indennità dedicata


Formazione riconosciuta


Strumenti e tecnologie adeguate


Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali

 

EROI MA PRIGIONIERI. LETTERA DI UN INFERMIERA. 

2025-05-14 06:40

Vincenzo

INFERMIERI EROI, infermieri-eroi-ma-prigionieri,

EROI MA PRIGIONIERI. LETTERA DI UN INFERMIERA. 

Eroi si ma non liberi d tornare a casa e aggiungiamo con  uno stipendio mortificante prigionieri  del comparto sanità.  

Una collega ci ha inviato una bellissima lettera dove trapela tutto il suo malcontento per una situazione assurda che gli infermieri italiani stanno vivendo da più di un ventennio.

Eroi si ma non liberi d tornare a casa e aggiungiamo con  uno stipendio mortificante prigionieri  del comparto sanità.  

Sono un'infermiera di 38 anni e dal 2016 lavoro fuori regione.
Vi scrivo per porre la vostra attenzione su una situazione che per quanto mi riguarda sta diventando ogni giorno più insostenibile. Io, come tanti altri colleghi, ci siamo trovati costretti ad allontanarci dalle nostre famiglie per avere la possibilità di prendere il ruolo e, come dicevo sopra, sono anni che siamo lontani da casa senza avere la possibilità di riavvicinarci ai nostri cari.

Quello che è sconcertante sono le STABILIZZAZIONI che ultimamente si stanno concedendo al centro-sud. Infatti, al contrario di molti infermieri che, come me, pur di ottenere il ruolo per aspirare ad un futuro economicamente piú tranquillo, hanno scelto di accettare loro malgrado contratti di lavoro lontani da casa, ci sono altri colleghi che senza aver partecipato a nessun bando di concorso si ritrovano, causa Covid-19, magicamente ad essere assunti a tempo indeterminato a due passi da casa.
A questo punto non mi sembra che si stia agendo meritocraticamente.
Sono una donna sposata, ed io e mio marito facciamo settimanalmente km e km, con notevole esborso monetario, pur di stare un po' insieme nella speranza di riuscire prima o poi a ritornare sotto lo stesso tetto. A quanto pare peró più passa il tempo e più la situazione peggiora.

Ci chiamano eroi per un lavoro che abbiamo scelto liberamente, per un lavoro che facciamo con passione, ma purtroppo negli ultimi anni, visto il trattamento che ci viene riservato, ci stiamo chiedendo se sia il caso di continuare a farlo.

I 100 euro saranno anche gratificanti ma ne faremmo volentieri a meno se venissero rispettati i nostri diritti.

Oltretutto, con il Covid-19,​ non è consentito lo spostamento, quindi oltre allo stress del lavoro c'è anche questo aspetto altamente demoralizzante; a questo proposito sono in attesa di nuove indicazioni per capire se posso rientrare nella mia residenza dopo il 03/05.

Un altro aspetto che vorrei porre alla vostra attenzione riguarda le tante aziende che procedono a stabilizzazioni o ad assunzioni a tempo determinato perché lamentano di non aver graduatorie attive; non è sempre così perché nel gennaio 2019 ho partecipato ad un bando di mobilitá extra - regionale per le Marche la cui graduatoria però non è MAI uscita.

Nella speranza che questa lettera venga presa in considerazione, porgo distinti saluti.

Un'infermiera fuori regione che vorrebbe tornare a casa.




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