La sanità territoriale ha un volto: quello degli Infermieri di Famiglia e Comunità
Se il territorio si regge sugli IFeC, il contratto deve riconoscerli.
Nursing Up Emilia-Romagna apre il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità per raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio e portarle nei tavoli che contano. Attenzione, non vogliamo parlare degli IFeC.
Vogliamo portarli ai tavoli che contano.
La sanità territoriale non può esistere solo nei documenti, nei progetti, nelle conferenze stampa e nelle dichiarazioni istituzionali.
La sanità territoriale vive ogni giorno attraverso il lavoro degli Infermieri di Famiglia e Comunità: professionisti chiamati a intercettare fragilità, seguire cronicità, promuovere prevenzione, entrare nelle case, orientare famiglie, collegare cittadini, servizi territoriali, medici, strutture sanitarie e istituzioni.
Dietro ogni presa in carico c’è un infermiere.
Dietro ogni fragilità intercettata c’è un infermiere.
Dietro ogni progetto di prossimità che funziona c’è un professionista che mette competenza, responsabilità, autonomia, relazione e capacità di lettura del territorio.
Eppure, questa figura resta sospesa tra grandi responsabilità e scarso riconoscimento.
Oggi il sistema sanitario discute, riconosce e valorizza nuove figure, nuovi profili e nuove funzioni, anche non appartenenti alla professione infermieristica, anche senza titoli. Figure operative e di supporto trovano spazio nei dibattiti, nei tavoli e nelle proposte di riconoscimento.
Ma quando si parla di infermieri formati, specializzati, con master, competenze avanzate, esperienza da vendere, responsabilità territoriali e, in molti casi, percorsi universitari ulteriori come la laurea magistrale, il riconoscimento economico e contrattuale resta fermo, debole, indefinito.
Questa contraddizione non è più accettabile.
Non può esistere una sanità territoriale moderna se chi la rende possibile resta invisibile nel contratto.
Non può esistere una reale presa in carico della persona se chi la garantisce ogni giorno non ha incarichi chiari, strumenti adeguati, formazione valorizzata e una indennità coerente con le responsabilità assunte.
Per Nursing Up Emilia-Romagna è arrivato il momento di cambiare passo.
Nasce il Coordinamento regionale degli Infermieri di Famiglia e Comunità: uno spazio sindacale e professionale aperto agli IFeC dell’Emilia-Romagna e a tutti gli infermieri che svolgono funzioni territoriali assimilabili, spesso senza un riconoscimento adeguato.
L’obiettivo è semplice e concreto: raccogliere esperienze, criticità e proposte direttamente dai professionisti che ogni giorno lavorano sul territorio, per costruire una proposta forte da portare ai tavoli aziendali, regionali e nazionali.
E questa proposta non deve nascere sopra la testa degli infermieri.
Deve nascere dalla loro voce.
Dalla loro esperienza.
Dalle difficoltà che incontrano ogni giorno.
Dalle responsabilità che si assumono spesso nel silenzio.
Dalle soluzioni che conoscono perché sono loro, ogni giorno, a vivere la sanità territoriale reale.
Non vogliamo parlare degli IFeC senza gli IFeC.
Vogliamo che siano gli Infermieri di Famiglia e Comunità a raccontare cosa funziona, cosa non funziona, quali strumenti mancano, quali responsabilità portano sulle spalle e quale riconoscimento meritano.
Come Nursing Up Emilia-Romagna chiediamo:
1) Riconoscimento contrattuale specifico
L’Infermiere di Famiglia e Comunità deve essere riconosciuto nel contratto, non solo nei progetti.
2) Incarichi professionali chiari e formalizzati
Basta funzioni generiche, informali o lasciate alla libera interpretazione delle Aziende.
3) Valorizzazione economica dedicata
Complessità, autonomia, presa in carico, responsabilità territoriale e competenze avanzate devono avere un riconoscimento economico reale.
4)Formazione riconosciuta e valorizzata
Master, percorsi specialistici, competenze territoriali e formazione avanzata non possono restare titoli senza ricaduta concreta.
5) Strumenti operativi e digitali adeguati
Telefono aziendale, accesso ai dati, tecnologie, procedure chiare e tempo dedicato non sono optional: sono condizioni minime per lavorare bene.
6) Standard assistenziali realistici
Non basta scrivere “IFeC” sulla carta se poi il professionista è solo, sovraccarico o usato come tappabuchi.
7) Partecipazione degli IFeC ai tavoli decisionali
Chi vive ogni giorno il territorio deve essere presente nei luoghi dove si decide il futuro della sanità territoriale.
La sanità di prossimità non può essere costruita lasciando invisibili i professionisti che dovrebbero renderla concreta.
Per questo Nursing Up Emilia-Romagna invita tutti gli Infermieri di Famiglia e Comunità dell’Emilia-Romagna, gli infermieri territoriali e i professionisti che svolgono funzioni assimilabili a compilare il modulo informativo (clicca qui…), raccontare la propria esperienza e partecipare alla costruzione della Carta IFeC Emilia-Romagna.
È arrivato il momento di superare le vecchie logiche sindacali e costruire una rete moderna, partecipata e concreta: una rete fatta dagli infermieri, con gli infermieri e per gli infermieri.
Non delegare.
Non restare spettatore.
La professione cresce solo quando i professionisti decidono di esserci.
Unisciti a noi.
Aiutaci, con le tue stesse mani, a portare la professione dove merita.
Compila il modulo e partecipa al Coordinamento IFeC Nursing Up Emilia-Romagna
Se vuoi far parte del Coordinamento IFeC, essere contattato o contribuire alla valorizzazione degli Infermieri di Famiglia e Comunità, compila il modulo dedicato, clicca qui.
Per informazioni:
Email: lapaginadinursingup@yahoo.com
WhatsApp / Telegram / social: 3401210916 - Telefono 3383936095
Siamo il futuro della sanità territoriale.
E adesso vogliamo essere riconosciuti nei fatti, non solo a parole.
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