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L’infermiere forense: una risorsa sottovalutata. Proposta Nursing Up

2025-08-29 08:36

Vincenzo

Formazione, master, tribunale, infermiere-forense, ctu, tecnico, contenzioso,

L’infermiere forense: una risorsa sottovalutata. Proposta Nursing Up

L’infermiere forense è dunque l’unico...

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Negli ultimi decenni la professione infermieristica ha vissuto un’evoluzione significativa: aumento delle competenze cliniche, maggiore autonomia decisionale e responsabilità crescenti nel processo assistenziale. Parallelamente, i cittadini hanno maturato una più forte consapevolezza dei propri diritti e delle possibilità di tutela.

In un contesto sanitario sempre più complesso, dove le responsabilità professionali si intrecciano con aspetti giuridici, etici e organizzativi, emerge la necessità di una figura altamente specializzata: l’Infermiere Legale e Forense. Non si tratta di un ruolo accessorio, ma di un presidio strategico per la tutela degli operatori sanitari, la prevenzione del contenzioso e il miglioramento della qualità assistenziale.

Ad oggi, quando un infermiere viene chiamato in giudizio per presunta “malpractice” o responsabilità professionale, la valutazione del suo operato è affidata a un medico-legale, professionista che non appartiene alla stessa area disciplinare. Questo crea un evidente squilibrio: le competenze infermieristiche vengono giudicate da chi non ha esperienza diretta della pratica assistenziale.

In molti Paesi avanzati questa lacuna è stata colmata attraverso il riconoscimento della figura dell’infermiere legale e forense, un professionista con formazione universitaria specifica (master universitario), iscritto presso un apposito albo e titolato ad operare come consulente tecnico d’ufficio (CTU) o di parte (CTP).

L’infermiere forense è dunque l’unico professionista realmente competente a valutare l’operato tecnico-professionale di un infermiere. In qualità di consulente per l’autorità giudiziaria, può anche affiancare il medico-legale in sala settoria, con funzioni complementari e non sovrapponibili.

Collaborazioni possibili

L’infermiere forense non è solo un tecnico, ma un mediatore tra sapere clinico e sapere giuridico. Può collaborare con:

  • Sindacati e rappresentanze professionali

  • Direzioni sanitarie e coordinatori, infermieri, team multidisciplinari

  • Scuole, servizi sociali ed enti territoriali

  • Magistratura e forze dell’ordine

Nei Paesi anglosassoni questa figura è già integrata nei servizi sanitari e sociali, con risultati tangibili nella tutela delle vittime e nella prevenzione del rischio clinico. In Italia, la Legge 8 marzo 2017 n. 24 (“Legge Gelli-Bianco”) ha aperto la strada a una nuova cultura della responsabilità professionale, ma serve un passo ulteriore: istituzionalizzare l’infermiere forense all’interno delle strutture sanitarie.

L’istituzione di uffici dedicati e la presenza stabile di infermieri forensi nelle aziende sanitarie, nei sindacati e negli enti pubblici porterebbe numerosi benefici:

  • Per i professionisti: valutazioni imparziali e scientifiche della pratica infermieristica, con riduzione del rischio di condanne ingiuste.

  • Per le aziende sanitarie: supporto nella gestione del rischio clinico e prevenzione dei contenziosi, con una significativa riduzione dei costi legali e assicurativi.

  • Per i cittadini: maggiore sicurezza delle cure e rafforzamento della fiducia nelle istituzioni sanitarie.

  • Per il sistema: promozione di formazione continua, cultura della prevenzione e miglioramento della qualità assistenziale.

Ambiti di intervento

L’infermiere legale e forense potrebbe operare in molteplici contesti:

  • Consulenza in materia di responsabilità civile, penale, disciplinare e deontologica.

  • Collaborazione con i servizi di Risk Management e Qualità Assistenziale per l’analisi di eventi avversi e criticità organizzative.

  • Supporto a infermieri e dirigenti in questioni contrattuali, sindacali e assicurative.

  • Formazione continua in ambito giuridico, deontologico e di sicurezza sul lavoro.

  • Partecipazione a perizie, contenziosi e procedimenti disciplinari.

  • Assistenza alle vittime di violenza, abusi o dipendenze, in collaborazione con servizi sociali e scuole.

  • Contributo alla ricerca infermieristica, alla stesura di protocolli e linee guida.

L’Italia, con la Legge Gelli-Bianco, ha già introdotto importanti innovazioni in materia di responsabilità professionale sanitaria. Tuttavia, resta scoperto un fronte cruciale: l’assenza di un perito infermieristico riconosciuto.

L’infermiere legale e forense rappresenta quindi un investimento strategico per la sanità italiana: una figura capace di unire tutela legale, sicurezza delle cure, riduzione dei rischi e valorizzazione della professione infermieristica.

Non riconoscere questa figura significa lasciare aperta una falla nel sistema. È il momento di colmare questo vuoto, trasformando l’infermiere forense da risorsa sottovalutata a pilastro riconosciuto del sistema sanitario italiano.

Segreteria Regionale Nursing Up Emilia Romagna

Responsabile Francesca Batani 3383936095

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