



Nursing Up: risorse pubbliche sprecate, lontane dai reali problemi dei professionisti sanitari La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato un finanziamento complessivo di 5,7 milioni di euro destinato, secondo quanto dichiarato, a rafforzare la sicurezza e la prevenzione sul lavoro, con particolare attenzione anche al contrasto delle aggressioni al personale sanitario. I progetti finanziati dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2028. Nel dettaglio, 4 milioni di euro (70%) sono stati assegnati a progetti di valenza locale delle Aziende sanitarie, mentre 1,7 milioni di euro (30%) finanzieranno iniziative a supporto del Sistema di prevenzione regionale. I progetti previsti spaziano dalla prevenzione del burn-out – addirittura per operatori delle carceri – alla sicurezza nelle scuole, dalla formazione e informazione sui temi della salute e sicurezza ai controlli potenziati anche in orari non convenzionali. Si parla inoltre di prevenzione degli infortuni stradali in orario di lavoro, promozione di corretti stili di vita, alimentazione sana per il lavoro notturno, attività fisica e monitoraggio delle malattie professionali e dei tumori occupazionali. Il riparto delle risorse vede assegnazioni importanti alle Aziende sanitarie: Ausl Romagna: 1.314.434,26 euro Ausl Modena: 1.017.805,14 euro Ausl Bologna: 1.001.566,07 euro Ausl Reggio Emilia: 673.084,07 euro Ausl Parma: 489.945,13 euro Ausl Piacenza: 454.388,75 euro Ausl Imola: 383.472,07 euro Ausl Ferrara: 307.950,54 euro A queste si aggiungono fondi minori destinati a IRCCS e Aziende Ospedaliero-Universitarie. Scorrendo l’elenco dei progetti, emerge un quadro che lascia francamente perplessi. A Bologna si finanziano iniziative come “L’ora d’aria” per la prevenzione del burn-out degli operatori delle carceri, programmi scolastici come “Studenti attivi in sicurezza”, progetti sull’alimentazione per il lavoro notturno e attività motorie. Modena, Reggio Emilia e Parma puntano su formazione e controlli; Imola sulla prevenzione degli infortuni stradali; Romagna su vigilanza tecnica e sicurezza delle attrezzature; Piacenza su corretta alimentazione e attività fisica per la popolazione. Onestamente, con i problemi che gli infermieri, ostetriche, oss e altri professionisti, affrontano ogni singolo giorno, leggere questi progetti appare surreale. Turni massacranti, carenze croniche di personale, aggressioni quotidiane nei reparti e nei pronto soccorso, stipendi non adeguati alle responsabilità, impossibilità di conciliare vita e lavoro, stress lavoro-correlato reale e non teorico: di tutto questo, nei progetti finanziati, si fatica a trovare traccia concreta. Questa operazione conferma una realtà che il Nursing Up denuncia da tempo: la dirigenza sanitaria e una parte del mondo sindacale sono lontani anni luce dai problemi reali dei professionisti. Si continuano a finanziare iniziative generiche, spesso scollegate dalla quotidianità dei reparti, mentre chi manda avanti il Servizio sanitario regionale continua a essere lasciato solo. Per Nursing Up, queste risorse rappresentano un’occasione mancata e, nei fatti, uno spreco di denaro pubblico. La sicurezza degli infermieri non si tutela con corsi, slogan o progetti accessori, ma con organici adeguati, presidi di sicurezza reali, tutele giuridiche, riconoscimento professionale e rispetto. Finché le scelte continueranno a ignorare queste priorità, nessun finanziamento potrà davvero migliorare la sicurezza e la salute di chi ogni giorno tiene in piedi la sanità pubblica. Nursing Up Emilia Romagna
Sicurezza sul lavoro: 5,7 milioni di euro, ma non per i professionisti della sanità.













