Bologna e l’intera Emilia-Romagna stanno vivendo una vera e propria emergenza sanitaria: gli infermieri stanno lasciando in massa il sistema pubblico, scoraggiati da condizioni di lavoro insostenibili e da una dirigenza sorda alle richieste di cambiamento. Le segnalazioni quotidiane ricevute dal sindacato Nursing Up raccontano una realtà drammatica: Assenza di reale affiancamento per i neoassunti (solo sulla carta) e un accoglienza tutt’altro che gradevole Pazienti ad alta intensità assistenziale affidati a personale inesperto e con una veloce formazione solo sulla carta e per pochi Turni notturni con appena 3 infermieri per 36 pazienti a fronte dei Paesi europei che non superano i 6/8 pazienti Salti di riposo, rientri forzati, ferie negate e non retribuite alla dimissione La vita privata viene completamente sacrificata a un lavoro che non garantisce nemmeno la sopravvivenza economica, soprattutto per famiglie monoreddito e madri single. I dati del sondaggio Nursing Up Emilia-Romagna (2025) su oltre 3.000 infermieri parlano chiaro: 96,3% insoddisfatto dello stipendio 62,4% denuncia ambienti lavorativi tossici 42% ha cercato o ricevuto offerte nel privato o all’estero 70% ha segnalato criticità senza ricevere alcun riscontro Silenzio e immobilismo Nonostante l’esodo in corso, le aziende sanitarie non mettono in campo soluzioni efficaci. Anche richieste semplici e legittime da parte dei professionisti vengono respinte, alimentando un clima demotivante e paradossale che peggiora ulteriormente la situazione. Francesca Batani, responsabile regionale Nursing Up, chiede con forza: Incentivi economici concreti: buoni pasto, rimborsi per trasporti, supporto per affitti e utenze Percorsi di carriera trasparenti, con aumenti automatici anno dopo anno come avviene all’estero: basta selezioni, solo in Italia esiste questo sistema incostituzionale. Ambienti di lavoro motivanti e dirigenti capaci di ascoltare: oggi manca completamente l’empatia Ci sono fin troppi dirigenti, e spesso non è chiaro cosa producono concretamente. Forse sarebbe più utile impiegarne meno e avere più personale operativo nei reparti. chi lavora alla base non si sente rappresentato nè vede possibilità reali di crescita verso quei ruoli, che appaiono come posizioni di nicchia, lontane dalla realtà quotidiana del lavoro sanitario. Durante un recente incontro tra il Nursing Up, il governatore De Pascale e l’assessore Fabi, si è finalmente percepita un’apertura al dialogo e alla costruzione di un percorso condiviso per affrontare la crisi. Ma la fuga di infermieri non risparmia nessuna città: Piacenza, Imola, Parma, Modena. Le dimissioni volontarie aumentano, mentre il numero di candidati ai concorsi pubblici crolla. Le strutture pubbliche si svuotano e molti scelgono il privato, l’estero o addirittura settori diversi pur di sfuggire a condizioni ormai disumane. Le chiamate per nuove assunzioni restano senza risposta: le graduatorie sono esaurite, i candidati fuggono. Il Nursing Up Emilia-Romagna chiama all’azione: È il momento di dare voce agli operatori sanitari, di restituire dignità alla professione e costruire un sistema che metta davvero la cura del cittadino al centro. Il Nursing Up Emilia-Romagna può essere la chiave del cambiamento nella nostra regione. Contattaci. Partecipa. Diventa attivista o dirigente. Oppure semplicemente iscriviti. Info WhatsApp/Telegram 3401210916 - lapaginadinursingup@yahoo.com
“Basta promesse. Serve chi agisce. Serve chi ascolta.”
Ma da soli non possiamo farcela.
Tu, professionista della sanità, puoi fare la differenza.










