








In un contesto di crisi sanitaria, l'Italia si trova a fronteggiare una massiccia fuga di infermieri verso il Nord Europa. Sono circa 7000 gli infermieri italiani che hanno scelto condizioni di lavoro migliori, mentre il nostro Paese si rivolge all'India per reclutare nuovi professionisti, promettendo sicuramente corsi di lingua, agevolazioni e bonus che gli infermieri italiani possono solo sognare. Mentre le nazioni facoltose cercano di accaparrarsi infermieri italiani per garantire un’assistenza di alta qualità, l'Italia preferisce perdere i propri talenti piuttosto che offrire stipendi dignitosi. La ricerca di personale sanitario nei Paesi più poveri, con una preparazione spesso dubbia, mette ulteriormente in luce la situazione critica del nostro sistema sanitario. In Italia, l'assistenza di qualità è spesso considerata un optional, un diritto non garantito. Gli infermieri, per indole missionari (grave errore), hanno sostenuto il Sistema Sanitario Nazionale, ma molti di loro hanno capito che lo sfruttamento continuo non è la soluzione. Molti sono finiti in burn-out o malattia, mentre i più giovani e intraprendenti abbandonano il Paese per mete con migliori condizioni economiche e professionali. Gli infermieri italiani si vedono negare qualsiasi tipo di agevolazione: cambi compensativi, mobilità interne ed esterne, e progressioni economiche con il contagocce. Gli stipendi sono imbarazzanti rispetto al titolo e alle responsabilità che comportano. Questa situazione è il risultato di una classe politica inadeguata e di sindacati inerti. La soluzione? Unire le forze, sensibilizzare i colleghi meno consapevoli e pensare in maniera utilitaristica per la professione. Un sondaggio di lapaginadinursingup.it ha rivelato che il 96,2% degli infermieri non è soddisfatto del proprio stipendio e delle condizioni lavorative. Il 62,4% lavora in un ambiente tossico, mentre il 29% lo definisce poco tossico. Nonostante tutto, il 79,8% preferirebbe rimanere in Italia se ci fossero stipendi in linea con la media OCSE e migliori condizioni lavorative. È fondamentale ricordare questa situazione alle prossime RSU e alle prossime elezioni politiche. Siamo un esercito, il più numeroso, preparato e istruito del Paese.Proposte per il Futuro










































































