BOLOGNA – Non è più una crisi, è un’evacuazione. E mentre il sistema crolla, la politica continua a giocare con i numeri sulla pelle dei cittadini. Il messaggio di Nursing Up Emilia-Romagna è chiaro, durissimo e non ammette repliche: i soldi alla sanità non vanno mai tolti. Chi non è in grado di investire nella salute pubblica ha un’unica strada dignitosa davanti a sé: le dimissioni.
La salute non è una merce: i numeri della vergogna
Salute e profitto non possono viaggiare di pari passo. È inaccettabile sentir parlare di "tagli necessari" quando il Paese soffre di emorragie finanziarie che la politica finge di non vedere. Se mancano i fondi per gli ospedali, si vadano a prendere dove abbondano:
500 miliardi l’anno in mano alle mafie;
250 miliardi divorati dalla corruzione;
90 miliardi dispersi in una macchina burocratica inefficiente;
80 miliardi sottratti dall'evasione fiscale.
Togliere risorse alla sanità per coprire questi buchi neri non è un destino cinico e baro: è una scelta politica criminale.
Il fallimento del ticket in Emilia-Romagna
L’esempio locale è lampante. Dopo la reintroduzione del ticket sui farmaci nel maggio 2025 da parte della Regione Emilia-Romagna, i dati sono drammatici: in soli sette mesi sono stati venduti 3 milioni di farmaci in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Cosa significa? Significa che i cittadini, messi alle strette, rinunciano a curarsi. La povertà è diventata un determinante di salute mortale.
"Gli anziani poveri vivono fino a 10 anni in meno dei ricchi. Chi ha i soldi compra la prevenzione e il tempo; chi non li ha, paga con la vita. Questo non è welfare, è selezione sociale."
ISTAT: circa 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato a cure sanitarie negli ultimi anni.
Nel 2024 circa 392.000 – 400.000 persone hanno rinunciato a curarsi
Parliamo di circa l’8,8% della popolazione regionale
Tradotto: quasi 1 cittadino su 10 non si cura più.
Il "Modello Emilia-Romagna" al capolinea
Negli ultimi quattro anni, la nostra regione ha perso 1.500 infermieri. Professionisti formati con soldi pubblici che fuggono all’estero o, peggio, preferiscono il lavoro in fabbrica o nei supermercati piuttosto che subire le condizioni dei nostri ospedali. A Bologna la situazione è paradossale: il costo della vita è insostenibile e il 50% dei vincitori di concorso rifiuta l’assunzione.
Un quadro metalmeccanico guadagna oltre 2.600 euro netti; un infermiere, con responsabilità civili e penali pesantissime, ne percepisce quasi la metà. È la sconfitta totale della classe dirigente.
Mentre le corsie si svuotano, la burocrazia ingrassa.
Nursing Up denuncia una pletora di dirigenti dagli stipendi d’oro la cui produttività è un mistero.
Serve un infermiere in più, non dieci dirigenti in più.
Il sondaggio Nursing Up 2025 su 3.000 professionisti parla chiaro:
96,2% è insoddisfatto di stipendio e condizioni;
62,4% denuncia un ambiente tossico (mobbing, salti di riposi, ferie negate);
30,8% ha già una proposta pronta per andarsene.
A questo si aggiunge l'accanimento legale, con l'Ausl di Bologna che arriva a chiedere rivalse da 50.000 euro per episodi di dieci anni fa. Come si può pretendere che un professionista resti a lavorare con questa "spada di Damocle" sulla testa per 1.500 euro al mese?
La nostra proposta: o l’Europa o il baratro
L’Italia invecchia — età media 46,6 anni —, le patologie croniche aumentano e la salute mentale resta ai margini, con appena il 3,5% della spesa sanitaria destinata a questo ambito.
Non c’è più tempo.
Non servono più altri tavoli tecnici.
Non servono più promesse elettorali.
E soprattutto: non bastano più i soliti giochi sindacali o le famose “raccolte firme”.
Qui serve molto di più:
> serve una rivoluzione culturale vera,
> serve una revisione profonda delle politiche nazionali e regionali.
Nursing Up chiede misure immediate e concrete:
Stipendi di livello europeo per fermare la fuga dei professionisti sanitari
> revisione reale di tutte le indennità
Un piano straordinario di assunzioni
> per abbattere carichi di lavoro ormai insostenibili
Sostegni concreti per chi cura
> benefit per affitti, utenze e costo della vita
Libertà professionale
> eliminazione definitiva del vincolo di esclusività e dei nullaosta
Se la politica non è in grado di garantire un diritto costituzionale fondamentale come la salute, allora deve avere il coraggio di fare un passo indietro.
Chi non è in grado di decidere, si faccia da parte.
Perché una cosa deve essere chiara:
la vita dei cittadini non è in vendita.
Iscriviti ora al Nursing Up, aiutaci a cambiare questo sistema, clicca qui


