





La crisi del personale sanitario in Emilia-Romagna non accenna a fermarsi. Il Nursing Up Emilia-Romagna denuncia con forza un’emorragia di professionisti che sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale. Diritti elementari vengono calpestati quotidianamente, mentre la politica continua a investire miliardi in armi, opere inutili e apparati dirigenziali di cui nessuno riesce a comprendere l’utilità. Le Direzioni Sanitarie, invece di premiare chi si spende al letto del malato, negano sistematicamente autorizzazioni, nulla osta, permessi retribuiti e libera professione, continuando però a garantirsi ricchi premi di produttività. Le conseguenze? Gravissime. La situazione è drammatica: 1.260 infermieri mancanti tra l’Azienda Usl di Reggio Emilia, l’Azienda Usl di Modena e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. A fine 2024, gli infermieri dell’Ausl di Modena avevano accumulato quasi 60 giorni di ferie arretrate, che le aziende ora tentano di non pagare in caso di dimissioni. E non è un caso isolato: Bologna, Parma, Imola, Piacenza e Ferrara vivono lo stesso esodo inesorabile e silenzioso. I dati del Sondaggio Nursing Up Emilia-Romagna 2025, condotto su oltre 3.000 infermieri, parlano chiaro: 96,3% insoddisfatto dello stipendio 62,4% denuncia ambienti di lavoro tossici 42% ha cercato o ricevuto offerte nel privato o all’estero 70% ha segnalato criticità senza ricevere alcun riscontro “Servono risposte immediate e concrete,” dichiara Francesca Batani, responsabile regionale Nursing Up Emilia-Romagna. E aggiunge: “Vogliamo ambienti di lavoro motivanti e dirigenti capaci di ascoltare. Il Nursing Up Emilia-Romagna chiede un confronto urgente con la Regione, per mettere finalmente al centro le persone che garantiscono l’assistenza. Non servono slogan, ma investimenti veri: fondi dedicati, benefit, diritti. Perché senza infermieri, non esiste sanità. La Segreteria Nursing Up Emilia-Romagna Info/iscrizioni: 3401210916 oppure 3383936095Nursing Up Emilia-Romagna denuncia: “La fuga degli infermieri continua. Politica e dirigenti pubblici restano a guardare”
Ogni giorno un infermiere decide di andarsene, e nessuno fa nulla per impedirlo.
La recente “manovrina” del Governo è solo l’ennesimo palliativo: un tentativo disperato di coprire le crepe con una mano di vernice.
Ma qui non si annaffiano i fiori: qui si abbandona chi ogni giorno combatte contro la sofferenza, il dolore e la morte.Un sistema che consuma le persone, Infermieri, OSS e Ostetriche vivono ormai in un equilibrio impossibile: turni infiniti, salti di riposo, ferie negate, stipendi imbarazzanti — ben al di sotto della media OCSE e delle professioni intellettuali.
Retribuzioni inferiori perfino al costo della vita, a fronte di rischi e responsabilità altissimi.
Un paradosso che umilia chi, con sacrificio, tiene in piedi la sanità pubblica.Un dramma silenzioso, oggi i professionisti sono sempre più anziani, mentre i giovani abbandonano la professione dopo appena due anni.
Gli studenti, spesso, lasciano già durante il primo anno di corso.
A breve, i cittadini rischieranno di essere curati da personale improvvisato, proveniente da Paesi con formazioni discutibili e scarsa conoscenza della lingua italiana, mentre i nostri infermieri migliori porteranno valore, competenza e professionalità nei Paesi europei più avanzati — dove vengono valorizzati e rispettati.
Un vero e proprio furto ai danni dei lavoratori.
Un dramma che il Nursing Up denuncia da anni.Un problema nazionale, con radici economiche e politiche. In Italia mancano oltre 100.000 infermieri, 8.000 ostetriche e migliaia di OSS.
La vita privata viene completamente sacrificata in nome di un lavoro che non garantisce più neppure la sopravvivenza economica, soprattutto per madri single e famiglie monoreddito.
Silenzio e immobilismo regnano sovrani. Nonostante l’esodo in corso, le aziende sanitarie restano immobili.
Anche le richieste più semplici e legittime vengono respinte, alimentando un clima demotivante che spinge sempre più professionisti verso l’uscita.
“Chiediamo incentivi reali per chi resta: buoni pasto, rimborsi per trasporti, supporto per affitti e utenze.
Pretendiamo percorsi di carriera trasparenti, con aumenti automatici anno dopo anno, come accade in tutta Europa.
BASTA SELEZIONI: i passaggi di fascia sono un diritto, non un premio.
Solo in Italia continua a resistere questo sistema incostituzionale e antiquato.”
Oggi manca completamente l’empatia, e senza empatia non può esistere sanità.”Un appello urgente: La fuga degli infermieri non risparmia nessuna città: da Piacenza a Rimini, passando per Bologna, ogni settimana si registrano dimissioni volontarie e concorsi pubblici deserti.
Le strutture pubbliche si svuotano, i reparti restano scoperti e a pagare il prezzo più alto sono i cittadini.































