La Legge di Bilancio per il 2025, appena presentata, è una doccia fredda per tutto il personale sanitario, confermando tagli e mancati investimenti che minacciano di affossare ulteriormente un sistema già in crisi. La manovra promette aumenti ridicoli e lontani nel tempo, disattendendo le aspettative e lasciando medici, dirigenti sanitari, infermieri e altre professioni sanitarie senza le risorse necessarie per affrontare le sfide quotidiane di un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ormai in agonia. Gli aumenti previsti sono a dir poco offensivi: 17 euro netti per i medici e 14 euro netti per i dirigenti sanitari nel 2025, con un incremento più significativo solo nel 2026 per i medici, che vedranno un aumento di 115 euro, ma ancora zero per i dirigenti sanitari. La situazione per gli infermieri e le altre professioni sanitarie ex legge 43/2006 è ancora più desolante: 7 euro nel 2025 e 80 euro nel 2026. A peggiorare ulteriormente la situazione, questi importi saranno legati a un contratto che non verrà discusso prima di due anni, il che significa che i benefici reali potrebbero non arrivare mai, o comunque, non in tempi utili. Questa gestione delle risorse non solo è deludente, ma rappresenta un vero e proprio affronto per chi lavora in prima linea. Gli operatori sanitari si vedono costretti a lottare con turni massacranti, aggressioni in aumento, e condizioni di lavoro insostenibili, con stipendi che rimangono vergognosamente bassi rispetto alla media europea. Uno sciopero inevitabile I sindacati Anaao Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore per il 20 novembre, in concomitanza con la manifestazione già programmata a Roma, per dare voce a una protesta ormai inevitabile. Il personale sanitario non può più restare in silenzio di fronte a politiche che sembrano mirate a spingere medici e infermieri a lasciare la sanità pubblica per cercare migliori opportunità altrove, spesso nel settore privato o all'estero. Nonostante il governo abbia annunciato un aumento del Fabbisogno sanitario nazionale di 1,3 miliardi per il 2025, è ben lontano dai 3,7 miliardi previsti inizialmente, una cifra che avrebbe potuto dare un po' di respiro a un sistema che da troppo tempo soffre di cronica carenza di personale e risorse. Non possiamo restare in silenzio dinanzi all’ennesima presa in giro del personale sanitario e dei cittadini. I problemi che affliggono la sanità pubblica sono ben noti: liste d’attesa interminabili, aggressioni in aumento, e risorse che vengono destinate alla sanità privata, mentre gli operatori del settore pubblico attendono da quasi 20 anni un vero rinnovo contrattuale, con stipendi sotto la media OCSE. L'attenzione va posta sui diritti economici del personale sanitario e nella salvaguardia del diritto alla salute di tutti i cittadini. Non possiamo rassegnarci alla lampante privatizzazione della sanità. In gioco c’è la tutela della salute di tutti noi. Oggi più che mai, medici, infermieri e professionisti sanitari chiedono il supporto dei cittadini nella loro battaglia per difendere il Servizio Sanitario Nazionale, l’istituzione più preziosa del nostro Paese. La manifestazione e lo sciopero del 20 novembre saranno solo il primo passo di una lotta che non si fermerà fino a quando non verranno garantiti i diritti e la dignità a chi ogni giorno si prende cura della salute degli altri. Nursing Up Emilia Romagna
Ci saranno Pullman gratis dall’Emilia Romagna, a breve aggiornamenti.

