Cari colleghi,
oggi desideriamo condividere con voi un aggiornamento importante: abbiamo partecipato a un incontro istituzionale in Regione con il Governatore Michele De Pascale e l’Assessore alla Sanità Massimo Fabi
È stato un confronto cordiale e costruttivo, segnato da una piacevole accoglienza e – finalmente – da un cambio di approccio che potremmo definire come un possibile punto di svolta. Per la prima volta, abbiamo percepito una reale volontà di ascolto e collaborazione nel costruire insieme un percorso operativo con uno sguardo non solo al presente già drammatico ma anche al futuro, che sia realmente efficace, sia per il sistema regionale sia per i professionisti sanitari .
Abbiamo portato sul tavolo temi fondamentali:
- Il crescente fenomeno dei licenziamenti volontari
- L’abbandono della professione sanitaria
- La sempre più evidente mancanza di attrattività del nostro lavoro
- Il Welfare
Ma soprattutto abbiamo sottolineato un aspetto troppo spesso ignorato: il clima nei luoghi di lavoro. Abbiamo chiesto con forza che le aziende adottino modalità relazionali rispettose, gentili, mai vessatorie o minatorie. Perché una professione già sottopagata, se viene anche svilita e umiliata, non può che allontanare le persone.
Abbiamo apprezzato le recenti dichiarazioni del Governatore sull’intenzione di migliorare le retribuzioni. Tuttavia, lo abbiamo invitato a non percorrere la via delle “distribuzioni a pioggia”, che finiscono per scontentare i professionisti sanitari, senza davvero incentivare nessuno a restare nel pubblico. Questo tipo di intervento, infatti, alimenta la fuga verso il privato, la libera professione o, in molti casi, verso l’abbandono totale del settore.
Abbiamo espresso la nostra soddisfazione nell’aver riscontrato un chiaro segnale di progressione nei percorsi BRO, già presenti a macchia di leopardo nel nostro territorio, e ancora non uniformati. Grazie ai quali si potrà finalmente attuare una vera presa in carico dell’assistita fin dal primo momento da parte dell’ostetrica a sua unica gestione. Questo rappresenta una valorizzazione autentica della professione, un riconoscimento del ruolo fondamentale che l’ostetrica può e deve avere. Naturalmente, a questo riconoscimento professionale dovrà necessariamente affiancarsi anche una valorizzazione economica, ma possiamo affermare che si tratta di una buona pratica, capace di migliorare concretamente il Servizio Sanitario Regionale Naturalmente, a questo riconoscimento professionale dovrà necessariamente affiancarsi anche una valorizzazione economica, ma possiamo affermare che si tratta di una buona pratica, capace di migliorare concretamente il Servizio Sanitario Regionale.
Abbiamo inoltre molto apprezzato da parte del Governatore e dell’Assessore la volontà concreta di incidere per invertire la rotta sulla fuga dei professionisti sanitari, riconoscendo loro un ruolo centrale e imprescindibile per ricostruire un sistema sanitario pubblico efficace e sostenibile. Non ci sono sembrate parole di circostanza, ma una presa di posizione consapevole, che ci ha fatto davvero piacere e che intendiamo valorizzare.
Un altro tema cruciale che abbiamo voluto portare all’attenzione riguarda gli obiettivi annuali assegnati ai dirigenti delle aziende sanitarie, di nomina regionale. Oggi molti colleghi percepiscono un forte scollamento tra la realtà vissuta nei reparti e il raggiungimento degli obiettivi da parte dei vertici, che spesso si traduce in premi economici indipendentemente dalla qualità percepita nei servizi o dal benessere degli operatori.
Abbiamo proposto che tra gli indicatori di valutazione vengano inseriti anche dati pragmatici e concreti, come il tasso di licenziamenti, in particolare tra i professionisti giovani o tra quelli con lunga esperienza. Perché se un’azienda registra un alto numero di uscite, è evidente che qualcosa non funziona, e questo deve avere un impatto anche sulle valutazioni finali della dirigenza.
Altro punto su cui abbiamo voluto porre grande attenzione è il welfare aziendale, che consideriamo un elemento chiave di benessere, motivazione e fidelizzazione. In un contesto dove le retribuzioni restano basse, un welfare solido e ben costruito può fare la differenza.
Abbiamo proposto di incentivare misure come affitti calmierati per i dipendenti, soprattutto nelle città dove il costo della vita rappresenta una barriera all’assunzione, o agevolazioni sui trasporti, servizi per le famiglie e convenzioni utili alla vita quotidiana.
Alcune aziende che hanno già attivato misure in questa direzione hanno riscontrato un buon apprezzamento da parte del personale, e siamo lieti che anche il Governatore si sia mostrato sensibile al tema, riconoscendo il valore strategico di un welfare pensato per il lavoratore. È un campo poco sviluppato ma dal grandissimo potenziale, sul quale riteniamo si debba investire molto di più.
Noi crediamo profondamente nel Servizio Sanitario Nazionale. Lo consideriamo la più alta espressione della presa in carico del paziente. Ed è lì che vorremmo rimanere. Ma oggi, per molti, non è più possibile. E questo è un segnale che non possiamo ignorare.
La sensazione che oggi ci portiamo a casa è che qualcosa stia cambiando. L’apertura dimostrata dalla Regione e il nuovo stile di interlocuzione ci fanno ben sperare. È una dinamica che vogliamo riconoscere e sostenere, pur restando vigili e determinati.
Continueremo a tenervi aggiornati, con trasparenza e responsabilità. Questo è solo un primo passo, ma sappiamo quanto sia importante camminare insieme.
La Delegazione dei Dirigenti Nursing Up Emilia RomagnaFrancesca Batani (Resp.Reg.NursingUp), Cinzia Gaiani (ostetrica/ostetrica), Caterina Locatelli (ostetrica), Davide Artioli (infermiere)

















