Gent.le Direttore Oggetto: il punto – Infermieri sull’orlo di una crisi di nervi e il gioco dell’oca e della meritocrazia degli infermieri Questa è l’epoca in cui celebriamo l’epoca della svolta, in poma magna si pubblica che nascono tre nuove lauree magistrali in infermieristica. Nuove aree di specializzazione infermieristiche: Cure Primarie e Sanità pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali e Cure Intensive e nell’Emergenza. Questa è l’ennesima volta che sentiamo di un lavoro intenso e un progetto che guarda al futuro della sanità italiana e al ruolo degli infermieri, ma ci chiediamo da molto tempo QUANDO VIVREMO IL PRESENTE? Il ministro della salute ci dice che il contributo degli infermieri è insostituibile per garantire la qualità della sanità pubblica. …ma nulla di più circa il ruolo, i soldi, ecc. Queste novità aprirebbero la strada alla prescrizione infermieristica, non tremate, non si tratta di qualcosa di sconvolgente o esercizio abusivo della professione medica, bensì si potrebbe trattare di uno scioglimento di procedure ora rese complesse in modo ingiustificato. Si pensi agli infermieri stomacare (la cura delle stomie), ma anche agli infermieri che si occupano di woundcare (ferite difficili e/o piaghe da decubito), al momento sono numerosi gli infermieri che gestiscono le suddette situazioni, ma i moduli per la prescrizione dei presidi, scritti dagli infermieri debbono passare attraverso la firma del medico, che probabilmente ne sa poco o nulla, ma non sarebbe un problema. “L’attività che finora e tutt’ora è in capo ai soli medici, sebbene i presidi siano utilizzati e interdipendenti alle attività infermieristiche. I malumori dei medici, come prevedibile, sembrano già essere esplosi come scritto dal Sole 24 Ore nella giornata di oggi (da: www.thenursingpost.it)”. Molti si stupiscono o criticano lo scetticismo del personale infermieristico, ma ai noi siamo cresciuti in mezzo a numerose promesse, ma mai applicate! Non solo, servivano questi nuovi titoli? I nuovi titoli al momento varati e celebrati come svolta non sono una novità, ma non hanno mai portato alcun che in ambito sanitario, soprattutto in termini di ruolo ed economici. Però sappiamo che le università hanno combattuto problemi di deficit proprio grazie agli infermieri ed ai loro corsi. Forse è per le ragioni descritte che le specializzazioni infermieristiche fanno parte di nicchie delle facoltà di medicina? Chissà? Nel frattempo privi di garanzie, in ospedale si lavora nonostante tutto! Parliamo di specialità, specializzazioni, qualità e molto altro, ma nelle strutture sanitarie è indeterminante avere specializzazioni, qualità e molto altro; ragione per la quale molti infermieri ascoltano certe informazioni con scetticismo ironico. Sarei curiosa di sapere, con l’aiuto dei colleghi, vincitori del concorso asl Roma 2, quanti verranno assegnati nella stessa realtà ospedaliera dove erano già formati e con esperienza? Sfruttare le risorse, le capacità è anche questo. Un altro annoso problema sono le maternità, le infermiere, dopo anni di attesa di un’assunzione, comunque sono portatrici sane di ovaie e utero, quindi potrebbero avere un figlio. Ho letto degli infermieri anche nel libro che parla di donne e maternità penalizzante: “senza giri di boa”. Una collega, stava partecipando ad un lavoro scientifico, una volta in gravidanza, benché fosse disponibile a collaborare e parte del lavoro fosse sua opera, a causa della gravidanza venne esclusa. …anche nella citazione del suo nome nella partecipazione. Quanto sarebbe bello cercare di rispettare le esigenze del personale e il diritto di famiglia, come nel caso delle neo mamme. Le colleghe avrebbero mille ragioni per partecipare con più trasporto alle attività lavorative, senza penalizzare il ménage famigliare. Nel passato abbiamo avuto una collega, con un bambino affetto da problemi certificati; aveva chiesto il part time, benché fosse cosciente che ciò le avrebbe contratto il suo periodo contributivo. La struttura era stata sorda fino alla lettera del sindacato, chiedemmo spiegazioni e quanti infermieri stavano usufruendo del part time? Ci risulta che il 20% dei lavoratori può usufruire del part time, spesso però vengono penalizzati gli infermieri ed altre figure sanitarie. Ci sono numerose sentenze nel merito. Dopo la lettera, il part time venne concesso senza se o ma. Ancora, la maternità delle lavoratrici è tutelata da parte del legislatore (D. Lgs. 151/2001), sia per quanto riguarda la salvaguardia del posto di lavoro, sia relativamente alla tutela della salute e sicurezza della lavoratrice durante il periodo di gestazione, allattamento e fino ai primi anni di vita del figlio. In ambito sanitario abbiamo le neo mamme, COLPEVOLI secondo le amministrazioni di essersi riprodotte. Molte strutture sanitarie sono prive di asilo nido aziendale. Il personale sanitario degli ospedali è per il 70% di casi "donna"! Secondo il sole 24 ore: “SANITA’, LA MAGGIORANZA È DONNA MA NON AI VERTICI! I medici donna, quando rientrano dalla maternità, rientrano nello stesso contesto dove lavoravano, ma le infermiere debbono girare per ogni reparto o ambulatorio, per poi essere assegnate in altri contesti dal periodo precedente alla gravidanza. Le infermiere vengono lasciate a disposizione per il periodo di allattamento, dove sono costrette a girare umilmente in ogni reparto possibile, a seconda dell’assegnazione quotidiana, come palline da ping pong. …per i non addetti, ciò corrisponde ad un vero disagio per il personale, ma anche scarsa qualità nelle prestazioni, nel gergo sanitario si dice: “e’ meglio uno scemo a casa propria che un genio a casa d’altri”. Sulla carta in un reparto potrebbero esserci due unità infermieristiche, nei fatti tutto ricade sull’infermiere strutturato, poiché l’infermiere “volante” non è pratico del settore o reparto. ..tra l’altro i reparti ospedaliere, nella regione Lazio, non sono strutturati secondo principi di reengineering; in assenza di riprogettazione radicale dei processi aziendali al fine di ottenere miglioramenti significativi in termini di prestazioni, efficienza ed efficacia, non si può esigere dal personale infermieristico che sia perfettamente in linea con ogni realtà operativa. L’infermiere che “gira”, non può sapere, tanto per fare un esempio, dov’è il materiale in tutti i reparti, lo stesso dicasi per i carrelli di emergenza ecc. L’esperienza, attualmente, non è considerata un valore, ma valutata un tanto a chilo! …da un reparto ad un altro, anche le emergenze che riguardano i pazienti possono essere diverse. …poi al termine del periodo dell’allattamento, accettato umilmente con le modalità di cui sopra, le infermiere vengono assegnate, senza ragione, nel contesto che non avrebbero mai immaginato o provato; anche quando il posto che hanno lasciato con la gravidanza è rimasto scoperto. Stiamo parlando di professioniste sanitarie con molta esperienza, spesso decennale, con numerosi titoli, ... alcune delle quali, dopo anni d'impegno avevano raggiunto il posto cui ambivano. Le neo mamme hanno diritto, se lo richiedono, di essere esentate dai turni di notte. Alcune per ménage famigliari accetterebbero di fare le notti. Si sottolinea che molte realtà sanitarie, per ammodernamento delle attività sanitarie e questioni di costi, hanno un’organizzazione di prestazioni prettamente diurna, mattina e/o pomeriggio, ragione per la quale le neo mamme potrebbero lavorare ovunque. Altre per le attuali realtà sanitarie, dov'è prevista solo attività diurna, mattina e pomeriggio, nel rispetto delle normative potrebbero lavorare ovunque. Le colleghe stesse non si fanno remore, benché si stia alludendo a realtà operative impegnative, la cui qualifica e autonomia si raggiunge dopo molti anni, andrebbero di buon grado nei contesti gravosi! …invece perdura un atteggiamento fortemente PUNITIVO e/o FRUSTRANTE. Quando le colleghe chiedono spiegazioni, può succedere che si sentano rispondere che hanno bambini sotto i tre anni! ...ma gli uomini, con i bambini della stessa età e possono avvantaggiarsi degli stessi benefici delle neo mamme, mantengo il reparto assegnato. Questa potrebbe essere la prossima occasione di attività da parte dei legali, tra l'altro molti sindacati offrono assistenza legale gratuita. Una collega, che rientrò dalla maternità, mi ha raccontato che il marito era stato promosso ad un incarico che desiderava, con relativi introiti economici, ... mentre lei dal momento che portatrice sana di ovaie ed utero, è stata declassata ad altro settore, per il quale dovrà anche fare un periodo di affiancamento. Paradossalmente c’è da dire che per i settori gravosi cui alludo, sono stati anche emessi “avvisi interni” di “manifestazione di interesse rivolto al personale infermieristico svolgimento di attività in regime di prestazioni aggiuntive” al fine di sopperire alla penuria di personale infermieristico e abbattere le liste di attesa. Purché non si coinvolga le neo mamme che vogliono rientrare nel contesto desiderato? W la parità di genere Chi vi scrive, pur non volendo, ha attivato e/o appoggiato tutele legali ad iscritti e non iscritti. Nel passato, con incredibile stupore da parte nostra, analizzando i dati a nostra disposizione, ci accorgemmo di una discriminazione della nostra categoria, nell'erogazione delle fasce che risolvemmo in “via stragiudiziale”. Nostro malgrado furono costretti a riconoscere la fascia economica a tutti, avevamo avvisato e ri-avvisato, ma non v'è abitudine a prendere sul serio i lavoratori? Nei fatti, i professionisti sanitari in fascia “D” passarono di fascia nel 20% dei casi, mentre altre categorie avevano avuto la corsia più "fluida". Ci viene da dire che "anche le formiche nel loro piccolo s'i...", ragione per la quale ricorremmo agli avvocati, risolvendo in via stragiudiziale. Al personale in fascia “D”, come gli infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia, ostetriche, per passare di fascia, ora variata come da CCNL, viene richiesto: “Il pagellino; Attività formativa h24 (crediti ecm); La laurea di primo livello, dirimenti sono anche altri titoli professionali; Fruizione delle ferie nei termini previsti (spesso negate per esigenze di servizio); Grado di operatività in autonomia rispetto alle competenze; Grado di interscabiabilità nei diversi ambiti organizzativi e funzionali del servizio; Presenze in servizio; Partecipazione a riunioni anche se non sei in turno (venendo anche dal domicilio se di riposo). Mentre agli amministrativi, ausiliari, ecc. che appartengono allo stesso comparto dei professionisti in fascia “D”, viene chiesto molto, molto meno!!! Purtroppo preferiremmo il dialogo, ma quando le porte sono ostinatamente chiuse o muri di gomma, non c'è tanta scelta. Questa non vuole essere una missiva minacciosa, bensì esplicativa e chiarificatrice, al fine di farvi entrare nelle questioni in modo specifico, senza intermediari "discutibili". Facciamo presente, inoltre che molti colleghi non credono più nei sindacati, soprattutto quelli che godono di grandi numeri d'iscrizioni e si rivolgono direttamente agli avvocati. Non vi stupite, quindi, di reazioni legali e la poca devozione ad attività come l'infermieristica. Cordialmente Dirigente Nursing Up Laura Rita Santoro Dirigente Nursing Up Emanuele Esposito Dirigente Nursing Up Marcello Casale


