
La Segreteria Nursing Up Emilia-Romagna denuncia il collasso annunciato del sistema sanitario regionale: servono infermieri, servono competenze, servono decisioni coraggiose. Per anni ci hanno raccontato che l’Emilia-Romagna fosse un modello di efficienza e di virtuosità sanitaria. Il Rapporto GIMBE 2024 parla chiaro: in Emilia-Romagna l’8,8% dei cittadini ha rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, pari a circa 400.000 persone. Il nuovo rapporto Agenas fotografa senza mezzi termini una realtà che Nursing Up Emilia-Romagna denuncia da anni: in Italia non mancano i medici — con 5,35 camici bianchi ogni 1000 abitanti contro i 4,07 della media OCSE. Una voragine che non sorprende: decenni di austerità, blocchi del turnover e scelte politiche dettate più dal risparmio che dalla competenza hanno svuotato reparti e ambulatori. Il CADIS stima che il 50% delle infezioni ospedaliere sia evitabile. Come se non bastasse, infermieri, OSS e tutti i professionisti della salute — già logorati da un carico di lavoro disumano e da stipendi tra i più bassi d’Europa — sono costretti a pagare parcheggi da 9 euro al giorno o abbonamenti fino a 840 euro l’anno. L’Istat lancia un altro allarme: la speranza di vita in buona salute diminuisce. Il nuovo rapporto GIMBE denuncia la profonda crisi della sanità pubblica italiana: 13,1 miliardi sottratti al SSN in tre anni, 41,3 miliardi di spesa a carico delle famiglie e un cittadino su dieci che rinuncia a curarsi. Basta con le analisi e i comunicati di circostanza. La sanità non è fatta solo di medici e di emergenze: Segreteria Nursing Up Emilia-Romagna
Ma la verità, oggi, è che la nostra sanità pubblica non sta meglio delle altre: semplicemente è “la meno peggio”.
Dietro i sorrisi delle statistiche e i trionfalismi istituzionali, si nasconde un sistema che si sta sgretolando, pezzo dopo pezzo, sotto il peso dell’inerzia e delle politiche miopi.400 mila cittadini hanno rinunciato a curarsi
Un dato in crescita, che riflette non solo difficoltà economiche, ma anche la mancanza di personale, liste d’attesa interminabili e servizi territoriali sempre più deboli.
Il cosiddetto “modello emiliano” resiste solo sulla carta.Non mancano i medici. Mancano gli infermieri
A mancare, drammaticamente, sono gli infermieri: 6,86 per 1000 abitanti contro gli 8,26 europei, con regioni che non raggiungono nemmeno quota 4,7.
Nei Paesi più evoluti, come la Germania o la Danimarca, si contano fino a 14 infermieri ogni 1000 abitanti.
Tra il 2010 e il 2019 in Italia sono stati chiusi 173 ospedali, il 15% del totale. Altri 118 potrebbero sparire entro il 2030.Le infezioni ospedaliere: la faccia dimenticata della crisi
Meno morti, meno spesa, meno antibiotico-resistenza — basterebbero più infermieri.
Perché dietro ogni infezione c’è spesso un turno scoperto, un’igiene trascurata per mancanza di tempo, un infermiere lasciato solo a gestire troppi pazienti.
Eppure di questa emergenza non parla nessuno.
Eppure nei reparti si muore anche per mancanza di personale.Professionisti spremuti e pure costretti a pagare per lavorare
Un paradosso: chi tiene in piedi la sanità deve pagare per entrare in ospedale.Un Paese che invecchia e si cura sempre meno
Una donna italiana vive in autonomia solo fino a 56,6 anni, e se nasce al Sud scende a 54.
Nel frattempo, gli anziani in Emilia-Romagna sono oltre 1 milione e 100 mila, il 24,7% della popolazione.
Gli ultraottantenni superano le 370 mila unità, e nel 2042 gli over 65 potrebbero rappresentare oltre il 29% dei cittadini.
Una bomba demografica pronta a esplodere in un sistema già al collasso.La sanità pubblica sta morendo, ma non per caso
Mentre cresce il privato, lo Stato arretra.
E se anche l’Emilia-Romagna, da sempre indicata come modello, comincia a vacillare, significa che il crollo è generale.La richiesta di Nursing Up Emilia-Romagna
Chiediamo alla Regione e alla politica nazionale tutta, di collaborare e di agire subito.
Servono assunzioni reali, stipendi adeguati, tutele concrete e una riforma seria della sanità territoriale.
è fatta di infermieri, ostetriche e OSS che ogni giorno tengono in vita il sistema, spesso dimenticati nei tavoli istituzionali.
Ignorare questa verità significa condannare la sanità emiliano-romagnola al collasso.


















