Negli ospedali pubblici si muore anche di caldo. Non è un modo di dire. Succede a Ravenna, nel cuore della Romagna, all’ospedale Santa Maria delle Croci, dove da settimane un'intera ala – compresi ambulatori chirurgici e pre-operatori – è senza aria condizionata. Con temperature da forni, pazienti fragili svenuti, muffa che si espande nei controsoffitti, e personale stremato costretto a lavorare in condizioni climatiche proibitive Un disastro annunciato, e ormai sistemico. Questa non è un’eccezione. È la regola in un sistema che ha completamente smarrito il senso della priorità.
I dirigenti si moltiplicano, i manager vengono premiati, ma gli ospedali reali cadono a pezzi. E non si tratta solo di climatizzazione: sono i fondamentali dell’igiene, della sicurezza e della dignità ad essere stati dimenticati.
Ma dove sono finiti i soldi? Perché non c’è manutenzione? Perché chi ha il potere di agire tace o si limita a scaricare responsabilità? Ve lo diciamo chiaramente: la sanità pubblica romagnola è al collasso. Non solo per mancanza di personale, ma perché chi la gestisce sembra più interessato a mantenere castelli dirigenziali autoreferenziali, che a garantire il diritto alla salute. Si costruiscono strutture dirigenziali faraoniche, si creano poltrone e scatole cinesi organizzative, ma i reparti reali cadono a pezzi. E mentre si tagliano posti letto, turni, ferie, si chiudono ospedali di periferia e si accentrano servizi, i manager continuano a essere osannati come “eccellenze”. Ma chi lo decide?
Chi ha portato l’Azienda Sanitaria Romagnola in rosso? Chi ha smantellato le regole base della sicurezza ospedaliera? È questo che chiamate buona amministrazione?
DOVE PASSANO LENZUOLA E FARMACI… CADONO ESCREMENTI DI PICCIONI
Per mesi una delle aree di transito più delicate dell’ospedale, dove passano farmaci, divise pulite, biancheria e lenzuola, è stata infestata da piccioni, con i loro escrementi che cadevano liberamente.
Solo dopo un lungo (parliamo di anni) e insistente scambio epistolare tra Nursing Up e la direzione, è stata installata una rete protettiva. Ma viene da chiedersi: davvero serve un sindacato per mettere una rete anti-piccioni in un ospedale?
Che fine hanno fatto il buon senso, la prevenzione e la vigilanza?
SPOGLIATOI INDECENTI, INTERVIENE L’ISPETTORATO
Stesso discorso per gli spogliatoi riservati al personale: inadeguati, indecorosi ma soprattutto
INSICURI. Un tema su cui è dovuto intervenire perfino l’Ispettorato del Lavoro in quanto i notabili iperpagati continuavano a dire che andavano bene così ERANO SICURI
Non stiamo parlando di comfort, ma di diritti minimi, di condizioni dignitose per chi ogni giorno garantisce l’assistenza, spesso a costo della propria salute
UN’AZIENDA IN ROSSO, MA I PREMI PIÙ SU CHE GIÙ
Nel frattempo, l’Azienda Sanitaria della Romagna chiude in rosso. Ma nonostante il disastro annunciato, le promozioni si susseguono, i premi si confermano, e nuove dirigenze vengono create. È un sistema autoreferenziale, impermeabile al merito e alla responsabilità, dove i veri problemi si risolvono scaricando tutto su chi sta alla base: infermieri, ostetriche, operatori sanitari, tecnici, medici.
CITTADINI, E ' O R A D I AGI R E : QUESTA È LA VOSTRA SANITÀ
I cittadini devono sapere che la sanità pubblica non sarà più disponibile come l’hanno conosciuta.
Si sta disgregando a piccoli pezzi: liste d’attesa infinite, reparti accorpati, personale ridotto, ambienti degradati. E tutto questo mentre chi dovrebbe garantire efficienza e sicurezza si auto-celebra con report autoreferenziali.
Se non ci indigniamo ora, sarà troppo tardi.
Nursing Up Ravenna lancia un appello a tutta la cittadinanza: difendete la sanità pubblica, perché quando la perderemo,e accadrà ,nessuno ve la restituirà più.
Non chiedete più dove sono finiti gli infermieri, le ostetriche, i professionisti sanitari. Chiedetevi dove sono finiti i responsabili.
FRANCESCA BATANI
Responsabile Nursing Up Emilia Romagna










