Perché solo la Sanità resta esclusa dallo svincolo del tetto di spesa sul salario accessorio?
Mentre in diversi comparti del pubblico impiego si aprono spiragli di flessibilità grazie allo svincolo del tetto di spesa accessoria previsto dall’articolo 23, comma 2 del D.Lgs. 75/2017, il personale sanitario resta ancora una volta fuori da ogni riforma. È una stortura normativa e politica che grida giustizia.
Le recenti modifiche legislative hanno infatti consentito agli enti locali – Comuni, Province e Città Metropolitane – di incrementare il fondo per il salario accessorio, a patto che rispettino condizioni di equilibrio di bilancio e sostenibilità finanziaria. È un passo importante, atteso da anni. Ma in tutto questo, le Aziende sanitarie pubbliche restano bloccate, senza alcuna possibilità di valorizzare il lavoro straordinario dei propri dipendenti, se non nei limiti fermi al 2016.
Perché?
Il motivo è puramente tecnico e politico. Le Aziende sanitarie non sono enti locali: sono strutture delle Regioni, soggette a un sistema di tetti di spesa nazionale e regionale particolarmente rigido, voluto per contenere la spesa sanitaria complessiva. Il paradosso è evidente: proprio chi è stato in prima linea durante l’emergenza sanitaria, chi ogni giorno garantisce l’assistenza, resta escluso da ogni possibilità di crescita contrattuale decentrata.
A peggiorare il quadro, l’interpretazione restrittiva dell’applicazione del tetto anche a strumenti di welfare integrativo rischia di penalizzare ulteriormente il personale sanitario. I professionisti della salute vengono così privati non solo di strumenti economici, ma anche di tutele sociali aggiuntive.
È il momento di dire basta.
Serve un intervento normativo chiaro, che estenda anche al comparto sanità le deroghe previste per gli altri settori pubblici. Non si può parlare di valorizzazione del personale se poi, nei fatti, si impedisce di riconoscere economicamente l’impegno e la professionalità di chi lavora negli ospedali, nei servizi territoriali, nelle emergenze.
Chiediamo l’immediato svincolo del tetto di spesa accessoria anche per il comparto sanità.
È una questione di equità, di rispetto, di giustizia.
Francesca Batani
Resp. Regionale Emilia Romagna Nursing Up



























