




Il nuovo CCNL offende la nostra professione e mina la nostra dignità. Nel cuore pulsante del sistema sanitario nazionale, gli infermieri combattono una battaglia cruciale per il riconoscimento e la dignità della loro professione. Senza un cambiamento immediato, rischiamo di perdere anche quel poco che ci è rimasto. L'unico modo per ottenere ciò che ci spetta è unirci sotto un solo sindacato, una sola voce potente e inarrestabile. Ad ogni contratto, assistiamo a un indebolimento della professione. Tanti palliativi, ma nessun vero riconoscimento, come invece accade in altre nazioni avanzate. I nostri obiettivi sono chiari: Fuori dal Comparto: Vogliamo un riconoscimento autonomo, che rispecchi le peculiarità della nostra professione. Contratto unico nazionale: Uniformare le condizioni di lavoro e i diritti su tutto il territorio nazionale. Stipendio media OCSE: Garantire compensi adeguati all'importanza del nostro ruolo. Indennità di esclusività: Riconoscimento economico come per i medici. Professione usurante: Riconoscimento del lavoro come usurante, con accesso alla pensione anticipata. Indennità sostanziose: Indennità che non siano ridicole e ferme a pochi centesimi di euro. Carriera meritocratica: Possibilità di carriera basata su merito e titoli, non su conoscenze. Non possiamo accettare che lavori con meno rischi e responsabilità percepiscano più di noi. LIDL, bidelle, e persino le badanti stanno ottenendo diritti che noi nemmeno ci sogniamo. Senza togliere nulla a nessuno, anche noi meritiamo di progredire economicamente e professionalmente, al pari dei colleghi europei. Noi teniamo in piedi il SSN, rischiamo denunce e malattie, sacrifichiamo una grossa fetta della nostra vita affettiva e privata alla professione, festivi e notti lontani dai nostri cari, il rischio di portare malattie potenzialmente mortali a casa. Salti di ferie e riposi che si accumulano e che cercheranno di non pagarti mai. Condizioni che offendono la nostra professione e accettarle vuol dire essere complici non vittime. Le evidenze e statistiche nazionali e internazionali parlano chiaro: la nostra è una professione con il più alto numero di infortuni, burnout e suicidi. Chiediamo il riconoscimento del nostro lavoro come usurante per ottenere finalmente le tutele necessarie a rendere sostenibile questo mestiere fondamentale per la società. Vogliamo la mobilità libera che consenta agli infermieri di operare dove sono più necessari e stipendi allineati alla media OCSE, per garantire un compenso adeguato all'importanza del nostro ruolo. Troppi sindacati, troppa dispersione di energie. La soluzione è unirsi sotto un unico sindacato, capace di rappresentare davvero gli interessi degli infermieri. Con il 51% dei consensi, il Nursing Up potrebbe guidarci verso un cambiamento reale. Se non dovesse ottenere i risultati sperati, sono pronto a creare con voi un nuovo sindacato di categoria, democratico e trasparente. Se non agiamo ora, rischiamo di perdere anche quel poco che ci è rimasto. È il momento di unirsi, di combattere per i nostri diritti e per il rispetto che meritiamo. Unisciti al Nursing Up, candidati, vota alle RSU, diventa dirigente sindacale. Insieme costruiremo un futuro migliore. Un solo sindacato, una sola voce. Il tuo futuro passa dalle tue scelte. Non possiamo più aspettare: è ora di agire! Per informazioni, iscrizioni e supporto, contattami via email a lapaginadinursingup@yahoo.com, su WhatsApp al 3401210916, o unisciti al gruppo Facebook “Infermieri fuori dal Comparto”, clicca qui Vincenzo Parisi
La necessità di un unico sindacato





































