Un infermiere su 10 ha subito violenza fisica, il 79% sono donne

Un infermiere su 10 ha subito violenza fisica, il 79% sono donne

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25 novembre giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. 

Le aggressioni e gli atti di violenza nei confronti di operatori sanitari, assistenziali e sociosanitari sono un fenomeno in crescita.

La stragrande maggioranza degli episodi di violenza, soprattutto verbale e psicologica, ma anche fisica, non vengono denunciati dagli operatori, con una stima del 70%.

Secondo l’Inail la percentuale di infortuni da violenze sul totale degli infortuni non mostra differenze significative nel tempo, per nessuna area geografica. Le frequenze per classe di età evidenziano come gli operatori della sanità soggetti ad aggressioni non presentino differenze significative della distribuzione per età rispetto agli operatori sanitari vittime di infortuni nel loro complesso.

Il Ministero della Salute ha emanato una specifica raccomandazione sull’argomento e ha inserito la “morte o grave danno in seguito a violenza su operatore” fra gli eventi-sentinella che devono essere segnalati attraverso il flusso SIMES.

Nel 2002 l’OMS ha definito la violenza sul lavoro il più importante fattore di rischio professionale per la salute degli operatori sanitari.

Le aggressioni possono causare gravi conseguenze psicologiche e psichiatriche sugli operatori sanitari come lo stress, il burnout, il disturbo postraumatico da stress (PTSD), i disturbi d’ansia e i disturbi depressivi di forma moderata o grave.

Secondo un’indagine dell’Università di Tor Vergata del 2019 sugli infermieri che hanno subito aggressioni, si sono manifestate in sputi (43,1%), a seguire lancio di oggetti, graffi, schiaffi-pugni, spintoni, calci, morsi(0,3%).

Non parliamo poi delle aggressioni verbali, insulti, minacce, molestie sessuali, palpazione.

Le ripercussioni psicologiche possono essere devastanti, rabbia (58,8%), senso di impotenza, ansia, disgusto, tristezza, paura, etc.

Il National Institute of Occupational Safety and Health – USA (NIOSH) definisce la violenza sul luogo di lavoro: “Ogni aggressione, comportamento minaccioso, abuso verbale o fisico che si verifica sul posto di lavoro”.

Solitamente i fenomeni di aggressività iniziano con espressioni verbali aggressivo, poi un aumento di gesti, minaccia e successivamente spinte fino a contatto fisico e uso di oggetti per ferire o armi.

Nel 2019 L’Oms, in collaborazione con il Nursing Up, ha sottolineato un aumento allarmante di segnalazioni di molestie verbali, discriminazioni e violenza fisica verso gli operatori sanitari.

Un infermiere su 10 ha subito violenza fisica sul lavoro e il 4% è stato minacciato con una pistola nell’ultimo anno. Il 79% sono donne.

Nel 2019 il Nursing Up aveva lanciato un allarme concreto alle istituzioni, con una esplicita richiesta/appello per ripristinare, all’interno dei nosocomi, i presidi fissi delle forze dell’ordine, soppressi da tempo in numerose realtà sanitarie.
I
l Presidente De Palma annunciava di garantire ai propri associati una copertura assicurativa infermieri contro le aggressioni.

Sempre nel 2019 in Emilia Romagna, LapaginadiNursingUp, attivo’ uno sportello anti violenza, voluto dalla responsabile regionale del Nursing Up Francesca Batani. Sportello che per 2 anni, supporto’, aiuto’, consiglio’ decine e decine di colleghi, che ancora oggi ci contattano e ci ringraziano.

Nel 2020 fu stipulato un documento, Pronto soccorso sicuro, e Presidi sicuri, un progetto Nursing Up Romagna, voluto dal responsabile provinciale Gianluca Gridelli, appoggiato da Francesca Batani. Documento consegnato a tutte le procure durante i vari Flash Mob, a Rimini, Ravenna, davanti al Palazzo Regionale, cercando di sensibilizzare le istituzioni al grave problema della violenza sugli operatori sanitari.

Le nostra proposta è di introdurre:

- La denuncia d’ufficio da parte degli enti sanitari, che devono costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico degli aggressori, e la creazione di osservatori ad hoc in ogni Azienda sanitaria con il compito di monitorare il fenomeno per l’eventuale istituzione di servizi di sorveglianza h24.

- Potenziare il Ddl antiviolenza.

- Ripristinare I presidi fissi delle forze dell’ordine

LapaginadiNursingUp

Cosa dice il nuovo CCNL sui Congedi per le donne vittime di violenza? Clicca qui.
   

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