Prescrizione telefonica o via mail, cosa rischia l'infermiere ?

Prescrizione telefonica o via mail, cosa rischia l'infermiere ?

Con la presente la scrivente vuole segnalare come, per quanto in oggetto, siano usate modalità di prescrizione  attraverso una istruzione operativa non codificata (omissis allegato con procedura...) che disattendono innanzitutto la  < RACCOMANDAZIONE MINISTERIALE  n 18 settembre 2018 per la prevenzione degli errori in terapia conseguenti all’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli - L’uso non standardizzato di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli, può indurre in errore e causare danni ai pazienti>.    

      Non solo, addirittura viene disatteso anche  il nuovo Regolamento sulla  Privacy, meglio noto come GDPR ,  pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il Decreto n.101/18 del 10 agosto 2018  entrato  ufficialmente in vigore dal 19 settembre 2018 e già implementato dalla Ausl Romagna e per il quale gli operatori sono stati, attraverso formazione obbligatoria, ben istruiti sulle modalità con cui gestire i dati sensibili dell’utenza onde evitare di incorrere in sanzioni anche di origine penali! 

     Considerando che – la U.O. in oggetto dalle 20,00 alle 08,00 ( modulo di gastroenterologia escluso il quale afferisce al medico della medicina interna durante il turno notturno) non ha il medico chirurgo in guardia attiva ma in reperibilità al domicilio!

      Verificato che -  la prassi attuale (in seguito all’utilizzo di tale istruzione operativa) prevede che per qualsiasi necessità del paziente ( ove non di debbano attivare le procedure dell’urgenza MET)  in cui risulti necessario attivare il medico ( es. gestione terapia del dolore incoercibile, comparsa di febbre post intervento ecc….) l’infermiere deve contattare direttamente il medico reperibile attraverso la mail personale! Quindi la procedura prevede, spesso, l’invio anche di referti (vedi referto per esame emocromocitometrico!) ove dati sensibili personali vengono inviati a una mail personale che potrebbe, ipoteticamente, essere visibile da altre persone con accesso a tale mail personale del medico!

     Il nuovo sistema informatico (Log80) e la stessa Tera80, che prevedono una certificazione immediata di tutte le attività medico-infermieristiche e diagnostico-terapeutiche, hanno ulteriormente codificato ogni singola azione del sanitario che deve essere, per essere ritenuta effettuata ( rischio di falso ideologico), ben descritta negli appositi spazi della cartella clinica integrata informatizzata

    Con tale istruzione operativa non resta tracciabilità della prescrizione, mentre resta tracciato la somministrazione fatta dall’infermiere, quindi col rischio, in caso di contenzioso, di avere incongruenze fra “diario medico ” e “diario infermieristico” esponendo pertanto gli operatori coinvolti a rischio sanzioni penali e/o pecuniarie. 

Cosa prevede la Raccomandazione Ministeriale  n 18 del settembre 2018 < La prescrizione verbale. >

    La prescrizione verbale (compresa quella telefonica) della terapia farmacologica è sconsigliata perché genera facilmente errori, ma qualora utilizzata deve essere: 

  1. disciplinata in una procedura aziendale; (che al momento non ci sembra esista in Ausl Romagna)
  2. limitata a situazioni di emergenza/urgenza predefinite(ad esempio, in Sala Operatoria, in Pronto Soccorso e in Terapia Intensiva); ( quindi non prevederebbe altre condizioni in cui non vi sia di fatto una vera e propria urgenza come invece accade ordinariamente nella U.O.  in oggetto!)
  3. prevista per i pazienti, inseriti in Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), già presi in carico e visitati dal medico che ha fatto la diagnosi. (quindi il medico prescrittore deve aver comunque visitato il pz.?)


     La prescrizione verbale di farmaci antineoplastici è sempre vietata.

In caso di prescrizione verbale (ammessa dalla procedura aziendale laddove esista), esclusivamente limitata alla casistica del punto 2 suddetto,  si ricorre al read back/repeat back: il medico, dopo aver chiesto l’identificazione dell’interlocutore (altro medico, infermiere) incaricato alla somministrazione, comunica la prescrizione specificando il nome del farmaco, il dosaggio, la posologia, la via di somministrazione. Se sono previste operazioni di diluizione (ad esempio, uso di farmaci per via endovenosa) va aggiunta l’indicazione del diluente e del volume.

L’interlocutore ripete tutta la prescrizione verbale e chiede conferma; il medico prescrittore conferma la prescrizione oppure ripete l’indicazione in caso d'informazioni errate.

    Ai fini della tracciabilità, si deve documentare e firmare chiaramente l’ordine verbale nella cartella clinica e in altra documentazione sanitaria il prima possibile, annotando nome e cognome del prescrittore, data e ora in cui viene effettuata la comunicazione. 

    Comunque sia la O.S. Nursing Up ritiene che, senza una chiara e condivisa procedura aziendale ove vi sia anche la collaborazione con la Medicina Legale, dato l’improvvida ed obsoleta istruzione operativa già precedentemente descritta ,   la presenza del medico debba sempre essere  garantita quanto meno la possibilità di far riferimento al medico chirurgo che, ad esempio, è in guardia attiva presso l’adiacente Chirurgia d’ Urgenza, questo a tutela innanzitutto dell’utenza al fine di scongiurare contenziosi medico-legali. 

    La presente viene inviata anche alla sede legale Nursing Up territoriale al fine di provvedere a eventuali tutele verso i professionisti infermieri nel caso di un coinvolgimento diretto causa la procedura in oggetto.

Nursing Up Emilia Romagna