Senza infermieri crolla il SSN. Il conto lo paga il cittadino

2026-05-11 08:16

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Senza infermieri crolla il SSN. Il conto lo paga il cittadino

12 maggio – Giornata Internazionale dell’InfermiereSenza infermieri crolla il SSN. E il conto lo paga il cittadino.Il 12 maggio non è soltanto la Gior

12 maggio – Giornata Internazionale dell’Infermiere

Senza infermieri crolla il SSN. E il conto lo paga il cittadino.

Il 12 maggio non è soltanto la Giornata Internazionale dell’Infermiere. È una giornata che riguarda tutti: cittadini, pazienti, famiglie, istituzioni, politica e dirigenti della sanità pubblica. Perché quando si parla di infermieri non si parla di una categoria accessoria.
Si parla di una colonna portante del Servizio Sanitario Nazionale.


Gli infermieri sono professionisti laureati, autonomi, responsabili dell’assistenza, presenti ogni giorno negli ospedali, nei pronto soccorso, nei reparti, nelle terapie intensive, nelle sale operatorie, nei servizi territoriali, nell’assistenza domiciliare, nelle case di comunità, accanto ai pazienti cronici, fragili, anziani e non autosufficienti.

 

Senza infermieri non funzionano gli ospedali.
Senza infermieri si bloccano i pronto soccorso.
Senza infermieri si allungano le liste di attesa.
Senza infermieri chiudono reparti, ambulatori e servizi territoriali.
Senza infermieri la presa in carico del paziente resta sulla carta.
Senza infermieri il cittadino rimane solo.

 

Ogni giorno gli infermieri osservano, valutano, intercettano, prevengono. Riconoscono un peggioramento clinico prima che diventi emergenza.
Prevengono infezioni, cadute, lesioni da pressione, complicanze evitabili. Gestiscono dolore, medicazioni, terapie, dispositivi, educazione sanitaria, continuità assistenziale.
 

Sono spesso il primo professionista che vede il paziente e l’ultimo che resta accanto a lui.

 

Il triage nei pronto soccorso è affidato agli infermieri perché richiede competenza clinica, capacità di valutazione rapida, esperienza, responsabilità e uno sguardo assistenziale capace di cogliere segnali che non sempre sono immediatamente evidenti.

 

Più medici non possono sostituire gli infermieri. Così come più infermieri non possono sostituire i medici. Ogni infermiere in meno è un rischio in più per il cittadino.


La sanità moderna non si costruisce mettendo una professione contro l’altra, ma riconoscendo a ciascuna il proprio ruolo, la propria autonomia e la propria responsabilità.

 

Quando mancano infermieri, non manca solo personale.
Manca sicurezza.
Manca prevenzione.
Manca monitoraggio.
Manca assistenza.
Manca continuità.
Manca tempo di cura.
Manca protezione per il cittadino.

 

E quando manca tutto questo, il prezzo lo pagano i pazienti: con attese più lunghe, ricoveri più difficili, dimissioni meno sicure, più complicanze, più accessi impropri, più rischio clinico e più costi per il sistema pubblico.

 

L’Italia parla da anni di sanità territoriale, case di comunità, assistenza domiciliare, presa in carico della cronicità, medicina di prossimità. Tante belle parole.
Ma tutto questo non può esistere davvero se l’Infermiere e l’Infermiera continuano a essere lasciati indietro, sottopagati, sovraccaricati, demansionati e messi ai margini delle scelte organizzative. La sanità territoriale senza infermieri è solo propaganda.

 

Non esiste sanità territoriale senza infermieri.
Non esiste assistenza domiciliare senza infermieri.
Non esiste prevenzione senza infermieri.
Non esiste presa in carico della fragilità senza infermieri.
Non esiste sicurezza delle cure senza infermieri.

L’Infermiere di Famiglia e Comunità non può essere una figura decorativa.
Deve essere una presenza reale, stabile, riconosciuta e valorizzata.


Perché l’invecchiamento della popolazione, la cronicità, le dimissioni protette e l’assistenza domiciliare non si affrontano con slogan, ma con professionisti competenti, presenti e messi nelle condizioni di lavorare.

 

Gli infermieri non chiedono privilegi.
Chiedono rispetto.
Chiedono stipendi adeguati a rischi e responsabilità, come i Quadri.
Chiedono organici sicuri.
Chiedono condizioni di lavoro dignitose.
Chiedono autonomia professionale.
Chiedono di poter curare i cittadini senza essere trattati come semplici esecutori.

 

Il 12 maggio Nursing Up lo dice con chiarezza: difendere gli infermieri significa difendere il diritto alla salute dei cittadini. Perché una sanità senza infermieri è una sanità che chiude le porte. E quando la sanità chiude le porte, fuori resta il cittadino. 

Non a caso, proprio nel 2026 l’ICN richiama i governi a valorizzare gli infermieri perché infermieri “empowered” salvano vite; la letteratura scientifica collega organici infermieristici adeguati a migliori esiti per i pazienti; l’OMS collega gli investimenti nella professione infermieristica al rafforzamento dei sistemi sanitari; ECDC e OMS richiamano il ruolo di prevenzione, controllo infezioni e contrasto all’antibiotico-resistenza.

 

Difendere gli infermieri significa difendere il diritto alla salute.

 

Nursing Up continuerà a fare la propria parte, con determinazione, serietà e coraggio, a tutela della professione infermieristica, dei professionisti della sanità e della salute dei cittadini.

Ma una battaglia di questa portata non può essere vinta da pochi, né può essere delegata sempre agli stessi.

Oggi Nursing Up rappresenta una voce libera, autonoma e realmente vicina agli infermieri. Ma per incidere davvero nei tavoli decisionali, nei contratti, nelle scelte aziendali e nelle politiche sanitarie, serve la forza dei colleghi.

È inutile lamentarsi di stipendi bassi, organici insufficienti, demansionamento, turni massacranti e mancato riconoscimento professionale, se poi la forza contrattuale viene consegnata a organizzazioni che spesso non mettono al centro le vere priorità degli infermieri.

 

Con il 6% Nursing Up lotta ogni giorno contro sistemi molto più grandi, contro sigle che arrivano a pesare anche il 50% della rappresentanza e che, troppo spesso, non portano avanti con la stessa forza ciò che gli infermieri chiedono da anni.

Il paradosso è proprio questo: molti infermieri chiedono cambiamento, dignità, autonomia, riconoscimento e stipendi europei, ma poi continuano a rafforzare chi quel cambiamento non lo ha mai realizzato.

Nursing Up farà il massimo.
Ma per cambiare davvero la professione, serve che gli infermieri scelgano di dare forza a chi lotta per gli infermieri. Perché difendere gli infermieri significa difendere il Servizio Sanitario Nazionale. 

E difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa difendere i cittadini.

 

Buona Giornata Internazionale dell’Infermiere a tutte le Infermiere e a tutti gli Infermieri.

Professionisti essenziali.
Non invisibili.
Non sostituibili.
Non più sacrificabili.

 

Francesca Batani, Responsabile Regionale Nursing Up Emilia-Romagna, unitamente a tutti i Dirigenti, augura a tutte e tutti voi un buon 12 maggio.

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