Sono stati adottati e pubblicati sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca due provvedimenti destinati a ridisegnare in profondità la formazione infermieristica italiana:
Decreto Ministeriale n. 159 del 6 febbraio 2026
Revisione della classe di laurea magistrale infermieristica e istituzione dei profili infermieristici specialistici.
Decreto Ministeriale n. 177 del 25 febbraio 2026
Revisione della classe di laurea infermieristica.
Con il DM 159/2026 vengono introdotti i nuovi percorsi magistrali specialistici, che definiscono tre aree avanzate di competenza:
Cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità
Cure neonatali e pediatriche
Cure intensive e dell’emergenza
Si tratta di un cambiamento rilevante, atteso da anni, che riconosce formalmente la complessità crescente dell’assistenza e la necessità di competenze avanzate in ambito clinico, territoriale e critico.
Il nodo irrisolto: il coordinamento
Tra i punti più delicati, Nursing Up Emilia‑Romagna richiama ancora una volta l’attenzione sul tema del coordinamento.
Nel nuovo assetto formativo, infatti, si legge che i laureati magistrali della classe possono assumere ruoli di direzione e coordinamento dei servizi sanitari e socioassistenziali, oltre che delle attività formative professionalizzanti e di tutorato.
Una domanda, a questo punto, diventa inevitabile:
Che ne sarà degli infermieri che, in base alla legge 43/2006, hanno costruito il proprio percorso verso il coordinamento attraverso il Master specifico?
E, ancor più, che ne sarà degli abilitati alle funzioni direttive del precedente ordinamento?
Non è una questione corporativa, né un confronto tra “vecchi” e “nuovi” percorsi.
È una questione di equità professionale, di riconoscimento dei titoli, di coerenza normativa.
Per noi del Nursing Up Emilia Romagna: “La tutela deve riguardare tutti”. La valorizzazione dell’infermieristica non può trasformarsi in un terreno di scontro interno.
La tutela deve riguardare:
i colleghi che conseguiranno le nuove lauree magistrali specialistiche;
i colleghi che oggi operano con la laurea triennale;
i professionisti che hanno investito in master, percorsi post‑base e formazione avanzata, confidando in un riconoscimento coerente del proprio ruolo.
L’introduzione delle nuove qualifiche non può generare sovrapposizioni disordinate, né creare professionisti di serie A e serie B.
Il rischio concreto: un sistema confuso e disallineato
La domanda che molti colleghi ci pongono è diretta: I coordinatori con Master andranno nell’Area dell’Elevata Qualificazione, mentre i nuovi magistrali specialistici finiranno nella Dirigenza? È un rischio reale.
E sarebbe l’ennesimo pasticcio in un sistema che già oggi soffre di:
> mancanza di un quadro nazionale chiaro sulle funzioni avanzate;
> disallineamento tra formazione universitaria e contrattazione;
> sovrapposizioni tra titoli, ruoli e responsabilità;
> assenza di percorsi di carriera realmente strutturati.
Il nostro impegno: vigilare, intervenire, proporre
Il sindacato presidierà con attenzione ogni passaggio affinché:
i nuovi laureati magistrali abbiano la corretta destinazione contrattuale, coerente con la loro professionalità;
la collocazione contrattuale sia allineata a quella delle altre professioni sanitarie;
i percorsi già esistenti (master, funzioni direttive, esperienze consolidate) non vengano svuotati o penalizzati;
nessun collega venga contrapposto a un altro.
La valorizzazione dell’infermieristica deve essere reale, ordinata e giusta.
Ogni evoluzione del sistema deve avvenire nel rispetto della dignità professionale di tutti.
Conclusione: un cambiamento importante, ma da governare
I decreti rappresentano un passo avanti, ma aprono anche scenari complessi.
Nursing Up Emilia‑Romagna continuerà a chiedere:
chiarezza normativa,
coerenza contrattuale,
tutela dei percorsi già esistenti,
valorizzazione equa e non divisiva.
Perché l’infermieristica italiana merita un futuro costruito con ordine, visione e rispetto.
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