BOLOGNA – Come avevamo ampiamente previsto, il sipario sta calando sui CAU prima ancora di averli visti realmente a regime.
La Regione Emilia-Romagna tenta ora un "gioco di prestigio" comunicativo: sostituire un modello mai decollato con uno nuovo, spacciato per un upgrade evoluto: le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali). Ma per noi del sindacato Nursing Up, che la realtà la viviamo sulla nostra pelle ogni giorno — sul territorio, nei reparti, nei Pronto Soccorso, negli ambulatori, nel 118 e negli stessi CAU — cambiare sigla non serve a nascondere una realtà matematica drammatica: senza infermieri, non esiste assistenza.
La "matematica" contro la propaganda L’Assessore Fabi parla di "salto di paradigma" e "modelli evoluti", ma dimentica di fare i conti con la realtà dei fatti. La sanità non è fatta di organigrammi su carta o di nuovi acronimi, ma di professionisti in carne ed ossa che oggi mancano all'appello. Il dato shock: Nei prossimi 10 anni, 100.000 infermieri andranno in pensione a livello nazionale.
Chi li sostituirà? La fuga inarrestabile: Le condizioni di lavoro sono diventate oscene. Tra vessazioni quotidiane, turni massacranti e stipendi che rasentano la soglia della povertà, i professionisti stanno abbandonando il sistema pubblico o la professione stessa. "Avevamo previsto il flop dei CAU prima ancora che nascessero.
Oggi anticipiamo che anche le AFT seguiranno la stessa sorte: è inutile investire in 'scatole' come le Case di Comunità se dentro non ci sono le gambe per farle camminare." Un modello che ignora il collasso demografico Mentre la popolazione dell'Emilia-Romagna invecchia e i bisogni di assistenza cronica esplodono, la Regione risponde con una riorganizzazione puramente burocratica.
Nursing Up denuncia con forza: nessun progetto può reggere se non si rende la professione infermieristica economicamente e lavorativamente attrattiva. Non accetteremo passivamente una transizione che rischia di risolversi in un ulteriore depotenziamento dell'offerta sanitaria e in un aumento insostenibile del carico di lavoro per chi è rimasto in trincea.
Le nostre richieste: per Nursing Up la priorità non è cambiare nome ai servizi, ma salvare chi quei servizi deve garantirli.
Chiediamo con urgenza:
Riconoscimento economico immediato:
Adeguamento degli stipendi agli standard europei. Servono misure concrete come benefit per affitti, utenze e buoni pasto per chi non può usufruire della mensa.
Tutela della dignità professionale: Basta con le vessazioni e lo sfruttamento di personale allo stremo.
Piano assunzioni reale: È pura utopia parlare di "assistenza 24/7" se mancano i numeri minimi per garantire la sicurezza delle cure.
Servono assunzioni immediate di infermieri, ostetriche e OSS.
La matematica non è un'opinione: se mancano i professionisti, il "modello evoluto" dell'Assessore Fabi rimarrà un guscio vuoto.
La sanità dell'Emilia-Romagna non ha bisogno di nuovi acronimi, ha bisogno di professionisti valorizzati e rispettati.
Contatta ora il Nursing Up e iscriviti subito, insieme cambieremo questo sistema. WhatsApp 3401210916


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