Stabilizzazioni, nuovo decreto Mille Proroghe, cosa cambia.

Stabilizzazioni, nuovo decreto Mille Proroghe, cosa cambia.

Con il Decreto Mille Proroghe 2021 arrivano buone notizie per il personale precario, proroga del D.lgs. n. 75/2017 art. 20 (legge Madia) stabilizzazione dei precari nel settore sanitario.  

Il requisito essenziale sia per la stabilizzazione diretta (senza concorso), che per le procedure di concorso riservato, era aver maturato entro il 31 dicembre 2021 almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, alle dipendenze

dell'amministrazione che procede all’assunzione o che bandisce il concorso. 

Il Senato approva il comma 3 bis che vede la sostituzione delle parole 31/12/2021 con 31/12/2022.

La legge Madia prevede due modalità:

- Art. 20 comma 1:

l’amministrazione assuma direttamente, senza concorso, i precari in possesso dei requisiti previsti.

L’Amministrazione decide, in base al abbisogno triennale, di assumere a tempo indeterminato il personale non dirigenziale, emettendo un avviso pubblico con i requisiti essenziali da possedere.

- Art. 20 comma 2:

l’amministrazione assume attraverso un concorso pubblico una percentuale di posti riservati al personale “precario” con i requisiti previsti, fino al massimo del 50% dei posti messi a bando.  

Proroga delle graduatorie 2020

Nella legge di bilancio 2020 (art. 1 comma 147 L.

 27/12/2019 n. 160) non si parla più di “proroga delle graduatorie”, ma si fissa invece una scadenza

precisa alle graduatorie già vigenti:

Le graduatorie approvate nel 2018 e nel 2019, sono valide fino al 2021 e il 2022; (la modifica dell'art. 35 comma 5 ter del D.lgs. 165/2001 stabilisce che la validità delle graduatorie scende da tre a due anni, dalla data della loro approvazione).  

Dopo la stabilizzazione le ferie acquisite si perdono? 

Qui vi posto una nota Aran:

Nel caso in cui con il medesimo dipendente venga stipulato un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato, lo stesso non può fruire delle ferie maturate nel precedente rapporto di lavoro a termine anche nel caso in cui non vi sia soluzione di continuità tra i due contratti.

Infatti, il subentro di un nuovo contratto di lavoro pubblico a tempo indeterminato determina la novazione del rapporto di lavoro, per cui il lavoratore, secondo la previsione dell’art. 19, comma 3, del CCNL dell’1.9.1995 del personale del Comparto, deve essere considerato, a tutti gli effetti come “neo assunto” e, pertanto avrà diritto, limitatamente al primo triennio di servizio, a 30 giorni lavorativi di ferie.

Per quanto attiene invece alla possibile monetizzazione delle ferie maturate ma non fruite, per esigenze di servizio, nel precedente rapporto di lavoro a termine, si rammenta che con l’intervento dell’art.5, comma 8, del D.L. n.95/2012 convertito nella legge n.135 del 7.8.2012 si è vietata la corresponsione di compensi a tale titolo. Tuttavia, sulla effettiva portata di tale divieto è intervenuto il Dipartimento della Funzione Pubblica con nota n.40033 dell’8.10.2012 con la quale si sono fornite utili indicazioni nel caso di mancata fruizione delle ferie per indifferibili ragioni di servizio e la cui interpretazione è di competenza dello stesso Dipartimento.PicsArt_07-04-112135jpg