SOLIDARIETA' A LUCA ALINI

SOLIDARIETA' A LUCA ALINI

Solidarietà al collega Luca Alini, un infermiere di Cremona che in un momento di sfogo ha solo scritto quello che pensava, una ripresa dei ricoveri, anche se piccolissima.

In Italia nel pre-covi-19 molti luminari (giornalisti, politici, finti virologi, etc ) dichiaravano in tv e alla stampa che “è solo un influenza” e se ne siamo usciti, dopo quelle dichiarazioni pericolosissime, è solo grazie al lockdown, al buon senso della stragrande maggioranza degli italiani e di tutti quei medici, infermieri, ostetrici, oss, operatori tutti che hanno lavorato ininterrottamente saltando molti riposi. Molti non hanno visto i loro figli, genitori, cari, per più di due mesi, migliaia di colleghi ammalandosi, molti caduti.

Finito il covid, gli infermieri ritorneranno a combattere con altri mostri, batteri killer, virus, miceti, che la popolazione e grandi luminari di tv e giornali nemmeno immaginano con rischi e responsabilità che spesso nemmeno i medici hanno.

Tutto per uno stipendio inferiore a quello di un qualunque impiegato che non ha rischi, responsabilità, carichi di lavoro, operatori che rischiano la propria vita e quelli dei loro cari, in silenzio, per 1500 euro al mese. 

Infermieri costretti a stare in un comparto della sanità stretto e dove non ci viene riconosciuta la giusta posizione di QUADRI.

Ma in Italia da eroi a terroristi è un attimo.

Probabilmente non è piaciuto che sia stato un infermiere a dire la sua, in Italia siamo abituati ad ascoltare ben altri luminari, come quelli che dicevano “ E’ SOLO UN INFLUENZA”, facendo abbassare la guardia proprio in quelle regione dove ancora si cerca di mettere fine ai focolai, dove negli ultimi giorni, come ha RIBADITO il collega in uno sfogo, i focolai non sono spenti, prudenza. Lo diciamo anche noi, prudenza, nei luoghi chiusi e affollati mettete la mascherina. Adesso denunciateci tutti.

Non ci è piaciuta nemmeno la risposta dell’Azienda che sembrava aver smentito il collega ma non lo ha fatto analizzando la risposta ma nemmeno lo ha protetto. I ricoveri ci sono stati, solamente uno intubato in terapia intensiva, solamente 7 in malattie infettive, solamente 2 in pneumologia, questo sarebbe smentire?

Noi della Pagina di Nursing Up siamo con Luca Alini, appoggiamo anche una lettera ricevuta da alcuni amministratori del gruppo facebook “infermieri fuori dal comparto” dove ci hanno scritto che sono pronti a organizzare manifestazioni se qualcuno si permetterà di punire Luca Alini.

In un paese dove tutti hanno detto e fatto di tutto e nessuno ha pagato, anche in pieno lockdown, è assurdo che un infermiere non possa esprimere le sue paure e invitare alla prudenza quando i giornali parlano di apertura discoteche.

Vi diciamo di più, gli infermieri andavano ascoltati prima dell'arrivo della prima onda.

In Corea del Sud, dove la prima ondata di COVID-19 è stata placata in circa 15 giorni, sono stati ascoltati prima infermieri, virologi e medici, successivamente ingegneri, avvocati, amministrativi, banchieri, etc etc.

Così si affronta un emergenza, ascoltando prima gli addetti ai lavori, ascoltando prima chi la guerra la dovrà combattere e non prima chi di sanità sul campo non ne ha mai bazzicato.

Evidenze di tutto il mondo affermano che dove ci sono più infermieri ci sono meno morti ospedaliere, meno infezioni ospedaliere, meno piaghe da decubito e milioni di euro risparmiati. Ma probabilmente questo alla politica Italiana  non interessa.

LaPadinadiNursingUp

VI ALLEGHIAMO L'ARTICOLO SULLE EVIDENZE:   https://www.lapaginadinursingup.it/blog/in-california-%C3%A8-legge-rapporto-infermierepz-non-pu%C3%B2-superare-1-a-5-pi%C3%B9-infermieri-significa-meno-morti-e-meno-malattie