Obbligo formativo o niente assicurazione. Professionisti sanitari.

Obbligo formativo o niente assicurazione. Professionisti sanitari.

Art. 38-bis. (Disposizioni in materia di formazione continua in medicina) 1. Al fine di attuare le azioni previste dalla missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, relative al potenziamento e allo sviluppo delle competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, l'efficacia delle polizze assicurative di cui all'articolo 10 della legge 8 marzo 2017, n. 24, è condizionata all'assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell'obbligo formativo individuale dell'ultimo triennio utile in materia di formazione continua in medicina.

La Commissione Bilancio e Tesoro della Camera ha approvato l’emendamento, l’efficacia delle polizze assicurative per il rischio professionale è condizionata all'assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell'obbligo formativo individuale dell'ultimo triennio utile in materia di formazione continua in medicina.

Per poter godere della copertura assicurativa delle polizze di rischio professionale i sanitari dovranno essere in regola con almeno il 70% degli obblighi formativi previsti dal piano di formazione continua dell’ultimo triennio. (Se non sei in regola clicca qui).

Nello specifico il riferimento è alle polizze per la responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d'opera, nonché per i professionisti sanitari che operino privatamente al di fuori delle strutture o all'interno di esse in regime di libera professione.

Dopo due anni di guerra, in prima linea, ci saremmo aspettati, oltre a un sostanzioso aumento di stipendio (almeno in linea con gli stipendi dei nostri colleghi europei, non chiediamo mica poltrone d'oro o stipendi da parlamentari...), anche molta comprensione da parte del Ministro, e da tutta la politica. Invece si continua a cercare il pelo nell'uovo nei confronti di professionisti, come se questi avessero da pensare solamente alla guerra al covid.

Noi, come tutti, abbiamo figli, una famiglia, una vita privata, i nostri problemi. Colleghi che si vedono continuamente le ferie sospese, richieste di rientri a lavoro sul giorno di riposo, diritti venir meno, rischi, responsabilità e ai carichi di lavoro crescenti.

Tutto per uno stipendio inferiore alla media europea, sovrapponibile a quello di un operaio non specializzato (con tutto il rispetto per l'operaio). Nonostante ciò, si pretende che i colleghi, sacrificano il poco tempo libero rimasto, per la formazione. Formazione sicuramente importante, ma l'impatto con il Covid-19 per moltissimi colleghi è stato devastante, alcuni si sono ammalati, altri non hanno visti i figli per mesi, etc.

Tutto questo, cari colleghi, perché ai tavoli che contano, nelle stanze dei bottoni, mancano infermieri.
Ci sono politici, dirigenti, che decidono di cose di cui non hanno la minima idea. Nei tavoli sindacali ci sono operai, banchieri, amministrativi che decidono per tutti i professionisti sanitari.
Vogliamo cambiare tutto questo? Servono infermieri in politica e nelle RSU.
Iniziamo subito, alle prossime RSU mettiamoci la faccia, oltre a godere dei benefici che ne trae un RSU, contatta lapaginadinursingup@yahoo.com

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